Arvaliastoria - Archivio Storico del Municipio Roma XVArvaliastoria - Archivio Storico del Municipio Roma XV Questo sito è un Web World Portal UNESCO

Processione di Arvali - Museo del Louvre
 
 

Quartieri

Prima visita? Parti da qui: con un click accedi a tutte le schede del tuo quartiere!

» Marconi
» Magliana Nuova
» Portuense
» Corviale
» Trullo
» Magliana Vecchia
» Ponte Galeria

 

Epoche

Una ricerca veloce per fasce cronologiche: entra subito nell'epoca giusta!

» Età arcaica
» Età repubblicana
» Età imperiale
» Medioevo
» Rinascimento-Decadenza
» Primo Ottocento
» Risorgimento e Regno
» Ventennio
» Contemporanea
» Futuro

 

Forme

Cerchi un bene culturale e non sai come trovarlo? Prova a descriverlo!

» Abitato urbano
» Basilica
» Borghetto
» Bosco sacro
» Casale
» Casale fortificato
» Catacomba
» Cava
» Chiesa
» Cimitero
» Corso d’acqua
» Edificio intensivo
» Fabbrica dismessa
» Fontanile
» Impianto idraulico
» insediamento
» Istituto religioso
» Luogo della memoria
» Manufatto
» Memoriale
» Necropoli
» Opera devozionale
» Opera idraulica
» Ponte
» Portale
» Porto fluviale
» Progetto
» Proprietà fondiaria
» Riserva
» Santuario
» Scuola
» Spazio urbano
» Stalla
» Stazione
» Strada
» Struttura assistenziale
» Struttura militare
» Teatro
» Terme
» Tomba
» Toponimo
» Torre
» Viadotto
» Villa
» Villa romana
» Villino

 

Home    »     Monografie    »     n. 57
Il Santo Volto

di Antonello Anappo (on line dal 18/02/2003, 1019 letture)

 

Condividi su Facebook

 

 
  Santo Volto di Gesù.
Foto: Antonello Anappo.

Il Santo Volto è un complesso parrocchiale contemporaneo, affine stilisticamente alle avanguardie architettoniche romane di Meier a Tor Tre Teste e di Carbonara all’Alessandrino.

La parrocchia si costituisce il 28 ottobre 1985, con decreto del Cardinal Poletti, intorno alla cappella del martire polacco S. Massimiliano Kolbe. Con un successivi decreti del Cardinal Ruini, dal 1992 al 2001, la parrocchia acquista il nome attuale e competenze territoriali maggiori, che richiedono la costruzione di un nuovo edificio per il culto. I progettisti Piero Sartogo e Nathalie Grenon strutturano l’impianto architettonico in due grandi blocchi: l’Edificio liturgico, su strada, e la Canonica, in posizione interna, separati dal lungo Sagrato obliquo. I lavori, iniziati nel 2003, si concludono con l’inaugurazione il 18 marzo 2006.

L’Edificio liturgico, caratterizzato da volumi netti rivestiti con lastre di travertino romano, è caratterizzato dalla Semicupola alta 20 m, che poggia alla moresca direttamente sull’edificio (anziché su un tamburo). Nello spazio sacro, a pianta semicircolare, linee essenziali disegnano forme astratte, disposte radialmente intorno all’altare. L’ambiente prende luce dalla Grande vetrata alta 34 m, dalla struttura circolare in ferrocemento realizzata dagli ingegneri Michetti e Breccia. Dalle pareti emergono opere dai forti cromatismi: l’affresco Luce dalle tenebre di Marco Tirelli e le 15 formelle della Via crucis di Mimmo Paladino. Nei corpi di servizio - la Cappella feriale dedicata al Santissimo Sacramento, la Sagrestia e il Confessionale - l’impiego dei colori è ribaltato: sono le pareti ad avere forti cromatismi mentre le opere d’arte hanno tinte tenui e quasi monocrome: la Vetrata in sicofoil di Carla Accardi e il Volto di Cristo di Ruffo.

La Canonica (residenza del parroco, foresterie e sale comunitarie) ospita le Nuvole concettuali di Chiara Dynys. La chiesa è visitabile per gran parte della giornata. È possibile sostare nel lungo sagrato, a forma di V, che termina con la Croce sospesa di Eliseo Mattiacci. Il perimetro esterno è delineato dalla Cancellata di Giuseppe Uncini.

 

 

Entra nella monografia

Stampa la versione PDF

Sommario:

» Il Santo Volto
» La Chiesa inferiore di...
» La Cripta di Santa Pas...
» Santa Passera
» Michele contro il Drag...
» Borghetto Santa Passer...

Galleria fotografica Galleria fotografica

Dossier Dossier

 
Chiesa inferiore di Santa Passera.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Chiesa inferiore di Santa Passera

La Chiesa inferiore di Santa Passera è un luogo di culto dell’VIII secolo (su preesistenza), da taluni considerato in origine una domus ecclesiae. Si trova al civico 1 di via di Santa Passera, con accesso dai locali della sagrestia della Chiesa superiore.

Per quanto noto, la proprietà è di ente ecclesiasico e di interesse archeologico; non è direttamente visibile da strada (è al di sotto del piano stradale); attualmente non è visitabile (restauri in corso). È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale 00970730A, Banchini R. - cat. Peixoto J.R.).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Chiesa inferiore di Santa Passera.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Cripta di Santa Passera

L’ipogeo dei martiri Ciro e Giovanni è una camera sepolcrale romana, di modeste dimensioni, datata tra la fine del II e l’inizio del III sec. d.C., nella quale avrebbero riposato in epoca altomedievale le spoglie dei due santi egiziani.

Esso viene realizzato al di sotto del piano di calpestio del Mausoleo di Santa Passera, all’epoca in cui questo era già saturo di sepolture. Vi si accede da una ripida scaletta; l’ambiente trae luce unicamente dal foro della scala e da un’apertura centrale nella volta. Già in antico lo spazio interno viene ridotto, con una controparte sul lato ovest, per ricavarne ulteriori spazi funerari.

La decorazione pittorica è oggi quasi completamente perduta: non solo per gli straripamenti del vicino Tevere, ma soprattutto per le spicconature di quanti, nel tempo, hanno cercato senza esito di recuperare le reliquie dei martiri. I pochi resti si presentano campiti su un fondo d’intonaco chiaro delimitato da fascioni, partiture semicircolari e quadranti rossi, con soggetti di repertorio funerario, a fresco con dense pennellate senza linee di contorno. Nella parete nord vi è il c.d. Ciclo della dea Dike, con la dea, un volatile e un pugile; nella parete sud vi è una pecora; nella volta grandi stelle decorative a 6 e 8 punte).

La controparte si presenta coperta di uno spesso strato pittorico con soggetti non riconoscibili, sul quale, a fine XIII sec., è stata aggiunta una Natività, oggi perduta. L’ipogeo, interrato dopo il 1706, è stato riscoperto nel 1904.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
già dei SS. Ciro e Giovanni, in antico Abbas Cyrus et Johannis, poi per corruttela Appaciro, Pacera, infine Passera (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

Santa Passera

Santa Passera compone di due elementi sovrapposti (chiesa superiore ed inferiore), più una cripta ipogea nella quale si ritenevano collocate le spoglie dei martiri egiziani Ciro e Giovanni. Il nome Passera deriverebbe dalla distorsione di Abbas Cirus (Appàciro > Pàcera).

La chiesa superiore del XIII sec. è a navata unica, con un presbiterio absidato incorniciato da un arco e soffitto a capriate lignee. La facciata, rivolta verso il Tevere, è in laterizio preceduta da una doppia rampa di scale. Gli affreschi absidali raffigurano il Cristo benedicente tra i martiri ed altri santi, gli ordini superiori il Cristo tra gli apostoli, mentre gli ordini inferiori sono dedicati a figure devozionali. L’affresco in parete destra è dedicato a santi orientali.

La chiesa inferiore è un oratorio del V sec., composto di un’aula quadrangolare (le cui pitture consunte raffigurano tre vescovi) e di un avancorpo allungato. L’architrave edell’XI sec. evoca con un’epigrafe i nomi dei santi martiri.

Una stretta scala immette alla cella ipogea, un sepolcro romano del III sec. Vi si conservano le pitture della Giustizia e di un atleta, tra quadranti e stelle decorative. Vi era dipinta una Vergine con bambino, rubata nel 1968.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Santa Passera.
Foto: Antonello Anappo.
 

Michele contro il Drago

Michele contro il Drago è un affresco della metà del XIII secolo, situato in posizione centrale nella curva dell’abside di Santa Passera.

La scena raffigura il terribile combattimento tra angeli e demoni narrato da San Giovanni nell’Apocalisse: “Scoppiò quindi una guerra nel cielo : Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli. Ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo” (vv. 12, 7-8). La rappresentazione è allegorica: il solo Michele sta a simboleggiare le schiere angeliche e il Drago morente rappresenta le turbe del Maligno, sconfitte. Di Michele sono ancora ben visibili i duri lineamenti di guerriero, le vesti, parte delle ali e la lancia con cui ha trafitto la rossa figura del Drago, agonizzante ai suoi piedi.

Si ritiene che il Drago sia stato aggiunto in un secondo momento (non compare nel disegno 8936 della Collezione Dal Pozzo conservata a Windsor: al suo posto vi è una figuretta di orante inginocchiato). La tradizione vuole che tale raffigurazione del Demonio sia stata così realistica e terrificante che nel XVII secolo fu necessario coprire tutto l’affresco con un sovraddipinto, raffigurante Santa Prassede che lava i corpi dei martiri (scompaiono le ali di Michele; l’attributo del globo crociato nella mano sinistra diventa una spugna; il Drago è coperto da un recipiente per lavare i corpi sanguinolenti dei martiri).

L’immagine dell’angelo guerriero e del suo sconfitto antagonista è tornata alla luce durante un restauro del 1934.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Borghetto Santa Passera - immagine aerea (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

Borghetto Santa Passera

In costruzione.

(Antonello Anappo)