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Divino Lavoratore

Il Divino Lavoratore, monografia pp. 2 di Antonello Anappo (Fondo Riva Portuense, Roma 2008 )

 

Gesù Divin Lavoratore è una chiesa presbiteriale, sede dell’omonima parrocchia.

La comunità ecclesiale si costituisce nel 1954 con il nome Cura d’anime ai Prata Papi, divenendo parrocchia nel 1955. In quell’anno inizia la costruzione della chiesa, su progetto di Raffaele Fagnoni. Fagnoni reinterpreta con un linguaggio architettonico moderno le strutture classiche del barocco centro-europeo: l’impianto è a pianta ellittica in setti di cemento armato, che sorreggono la cupola; la chiesa è preceduta da un campanile alto 44 metri. Completato nel 1960, il Divin Lavoratore diviene sede cardinalizia nel 1969. Nel 1971 il territorio si riduce, e viene ulteriormente modificato nel 1991. Della rete parrocchiale fanno parte la Casa delle Missionarie della dottrina cristiana, l’Istituto Migliavacca, la Croce Rossa Italiana e Casa Vittoria.

 

La sede provvisoria e la prima cappellina

 

Nel corso del 1954, nello stabile ENAL di via Oderisi da Gubbio, 51, viene attrezzato un locale per il culto, destinato ai fedeli della parrocchia Sacra Famiglia fuori Porta Portese, residenti nella piana di Pietra Papa dove è in corso la frenetica urbanizzazione del nuovo quartiere Marconi.

Il 1° ottobre dello stesso anno, su decreto del Cardinal vicario Clemente Micara, l’area di Pietra Papa viene costituita in vicecura (cioè una frazione amministrativa della parrocchia), con il nome di Cura d’anime ai Prata Papi, dove Prata Papi è il nome latino del toponimo Pietra Papa. L’Osservatore Romano dell’epoca, per due giorni consecutivi il 25 e 26 ottobre, dà ampio risalto alla notizia, con due articoli di A. Ilari intitolati «Cura d’anime ai Prata Papi» e «I Prata Papi durante i secoli di mezzo».

Nel frattempo è in corso l’edificazione di una nuova cappella, di maggiori dimensioni, su strutture prefabbricate, in sostituzione del locale ENAL. La cappella viene inaugurata il 25 dicembre del 1954, giorno di Natale. L’edificio è ancora oggi esistente, e si trova alle spalle dell’attuale chiesa del Gesù Divin Lavoratore, nell’area dell’oratorio e dei servizi sportivi.

 

La nascita della parrocchia

 

La parrocchia si costituisce il 12 marzo 1955, con il decreto «Paterna sollicitudine» del Cardinal Micara, sotto il pontificato di Pio XII (è la 146a parrocchia romana). Il territorio parrocchiale, coincidente con quello della vicecura, è desunto dalla parrocchia Santa Famiglia.

La nuova comunità viene affidata al clero diocesano di Roma (che ha ancora oggi in affido la parrocchia, senza soluzione di continuità). Il primo parroco è Don Francesco Rauti. Vuole l’aneddoto che il titolo parrocchiale Gesù Divin Lavoratore sia stato inventato proprio dal primo parroco, per significare la presenza attiva della Chiesa nel mondo del lavoro, trovando il sostegno di Pio XII e del suo successore Giovanni XXIII (dal 1958).

Il 24 marzo 1955 viene posata la prima pietra della nuova grande chiesa, al civico 16 di via Oderisi da Gubbio, su terreno di proprietà della Pontificia Opera per la preservazione della fede e la provvista di nuove chiese in Roma.

L’edificazione impiegherà circa quattro anni. Per questo il riconoscimento degli effetti civili del provvedimento vicariale tarderà, e arriverà solo il 4 ottobre 1959. In questo periodo di cantiere aperto i matrimoni si continuano a celebrare alla Sacra Famiglia al Portuense.

 

La nuova chiesa

 

Il progetto architettonico è di Raffaele Fagnoni.

La struttura a pianta ellittica è in cemento armato, con i setti di nervatura a vista e disposti radialmente a sostenere la cupola. Scrive al riguardo lo studioso Massimo Alemanno: «La spazialità avvolgente, che riesce a coinvolgere visivamente lo spettatore, e il ricorso alla pianta centrale con la cupola nervata impostata sulla pianta ellittica, rimandano ad una tradizione barocca, reinterpretata secondo le esperienze dell’architettura moderna». Una scala in marmi rosa e bianchi conduce al presbiterio, leggermente sopraelevato. L’altare ha come fondale un pannello in tessere dorate, a sostegno della croce.

Esternamente, l’edificio sacro è rivestito di mattoni di tufo rossi ed è cinto da una fascia di vetri policromi. La chiesa è posta su di una piattaforma rialzata ed arretrata dal filo stradale di via Oderisi da Gubbio, dalla quale lo separa anche la bassa cancellata. La pavimentazione esterna è in cubetti di porfido.

La consacrazione avviene il 15 maggio 1960.

 

Il campanile

 

La torre campanaria, anch’essa progettata da Raffaele Fagnoni, viene costruita parallelamente al corpo principale, pur essendo distaccata da esso.

Si tratta di un campanile cavo di forma cilindrica, alto 44 metri, che, precedendo la chiesa, ne costituisce architettonicamente il propileo. Essa richiama in modo evidente una ciminiera. Il rivestimento esterno è in mattoni rossi di tufo, dello stesso tipo dell’aula liturgica.

Il posizionamento del campanile è centrale, sul fronte, davanti l’ingresso, in maniera decisamente inusuale. Si tratta di una soluzione tradizionale del barocco, poco diffusa a Roma ma tipica del Centro Europa. Scrive Alemanno: «Alcune intuizioni, come quella sopra citata, conferiscono a questo edificio una fattura architettonica anche pregevole, non sufficiente però ad eliminare completamente quel senso di freddezza architettonica tipica delle costruzioni del periodo».

 

La riduzione del 1971 e la riorganizzazione del 1991

 

Il 22 aprile 1969 la parrocchia diviene assegnataria, su decreto di Paolo VI, del titolo cardinalizio del Gesù Divin Lavoratore.

La parrocchia del Divino Lavoratore è ormai da tre lustri la parrocchia del nuovo quartiere Marconi, di cui ha accompagnato tutte le fasi di uno sviluppo intensivo e a volte troppo veloce. Si tratta in effetti di una delle parrocchie dal territorio meno esteso di Roma fuori dalle Mura Aureliane, ma con una densità di abitanti è tra le più elevate.

Con gli Anni Settanta la parrocchia ristruttura un locale commerciale in via Antonino Lo Surdo, e vi insedia una cappella sussidiaria dove celebrare le funzioni per gli abitanti della parte meridionale del quartiere. La cappella non nasce come una sede provvisoria, ma è un ampio locale appositamente ristrutturato con la prospettiva di essere adibito stabilmente a funzioni di supporto in una comunità numerosa.

Questa cappella è tuttavia il primo seme di una nuova comunità parrocchiale. Il 5 novembre 1971, con il decreto «Neminem fugit» del Cardinal vicario del tempo, Angelo Dell’Acqua, il settore sud viene costituito in una nuova parrocchia, denominata Santi Aquila e Priscilla.

Anche questa comunità cresce rapidamente. A ridosso degli Anni Novanta si completa intanto l’edificazione su via Blaserna della nuova chiesa dei Santi Aquila e Priscilla. La posizione dell’edificio liturgico è nel settore est del quartiere, in effetti a non molta distanza dalla chiesa del Divino Lavoratore. Questo comporta la necessità di scambiare alcune porzioni di territorio fra le due parrocchie, compensando ad ovest i settori ceduti ad est, cosa che avviene con il decreto del Cardinal vicario Camillo Ruini del 1° ottobre 1991.

Riporta l’atto ecclesiastico che il territorio della parrocchia Gesù Divin Lavoratore é così determinato: «Ferrovia Roma-Civitavecchia partendo dall’altezza del bivio di via della Magliana; via della Magliana Antica fino al fiume Tevere; detto fiume fino all’altezza di via Alberto Einstein, che si raggiunge per via breve; detta via; viale Guglielmo Marconi; piazza Enrico Fermi; via Francesco Grimaldi; via Giuseppe Bagnera; via Vincenzo Bunacci e oltre, raggiungendo il fiume Tevere che si segue fino all’altezza del bivio di via della Magliana; via della Magliana Antica; da qui, linea ideale fino alla Ferrovia Roma-Civitavecchia». Questi confini sono anche i confini attuali.

 

La rete parrocchiale

 

Nel 2002 subentra nell’amministrazione parrocchiale il nuovo parroco Don Riccardo Lamba, originario del Venezuela.

Don Riccardo è parroco ancora oggi, affiancato dai viceparroci Don Alberto Donai (dal 2012), Don Filippo Martoriello (2012) e Don Angelo Pagano (1995), e dal cooperatore Don Juste-Marcellin Kpeou Kolengue (2013). Alla parrocchia, col titolo di presbiteriale del Gesù Divin Lavoratore, è associato il Cardinal Christoph Schönborn.

Date le ridotte dimensioni del territorio la parrocchia non ha chiese annesse o sedi sussidiarie.

Del complesso parrocchiale fanno parte anche la Casa delle Missionarie della dottrina cristiana (sede di comunità e istituto religioso femminile), l’Istituto Angiola Maria Migliavacca (scuola materna, gestita dalle Missionarie della dottrina cristiana) e la Polisportiva.

Alla parrocchia fanno capo due enti situati nel territorio: la sede della Croce Rossa Italiana di via Luigi Pierantoni, 5 (Ordinariato militare d’Italia), e Casa Vittoria di Via Portuense, 220 (casa di riposo e luogo di cura gestito dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret. Un terzo ente, l’Istituto Sant’Anna Falletti di Barolo (scuola materna, elementare, media inferiore e media superiore sperimentale) è associato alla parrocchia, ma si trova al di fuori del territorio municipale, in viale Marconi, 70. La parrocchia del Gesù Divin Lavoratore collabora inoltre nell’insegnamento della religione cattolica nell’Istituto superiore di via dei Papareschi.

 

Il Divino Lavoratore, monografia pp. 2 di Antonello Anappo, in Biblioteca (Sala 2) inv. 319 /B

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Chiesa del Gesù Divino Lavoratore (foto di Antonello Anappo, altre 56 immagini nel Fondo fotografico)

scheda inventariale

Inventario

 

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