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La Chiesetta ai Petrelli

di Antonello Anappo (on line dal 14/05/2002, 1043 letture)

 

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  Largo Petrelli (da "Roma Circoscrizione", 1992).
Foto: Antonello Anappo.

Largo Petrelli, dedicato alla figura di Giuseppe Petrelli (1883-1937), rappresenta il centro ideale del quartiere Petrelli. Vi fa capolinea la navetta 711, dopo un giro che tocca la Magliana nuova, via Lenin e largo La Loggia.

Il parco, di 3100 metriquadri, contiene specie arboree miste piantumate a partire dal 1992, tra cui alcuni pini dalla bella ombreggiatura su panchine e area giochi per bambini.

La cappella all’interno del parco, dedicata a Papa Giovanni XXIII, ha interni sobri con una doppia fila di banchi, l’organo e il confessionale. La crocifissione, due statue e le mattonelle della via crucis completano le decorazioni. La chiesetta dipende dalla parrocchia Nostra Signora di Valme.

Il Programma di recupero urbano della Magliana prevede nella piazza la realizzazione di un sottopasso ferroviario (op. 17). Un progetto, ormai superato, proponeva in passato di trasformare la banchina ferroviaria presso il passaggio a livello nella fermata “Newton” della FM1.

 

 

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Sommario:

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Chiesa inferiore di Santa Passera.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Chiesa inferiore di Santa Passera

La Chiesa inferiore di Santa Passera è un luogo di culto dell’VIII secolo (su preesistenza), da taluni considerato in origine una domus ecclesiae. Si trova al civico 1 di via di Santa Passera, con accesso dai locali della sagrestia della Chiesa superiore.

Per quanto noto, la proprietà è di ente ecclesiasico e di interesse archeologico; non è direttamente visibile da strada (è al di sotto del piano stradale); attualmente non è visitabile (restauri in corso). È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale 00970730A, Banchini R. - cat. Peixoto J.R.).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Chiesa inferiore di Santa Passera.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Cripta di Santa Passera

L’ipogeo dei martiri Ciro e Giovanni è una camera sepolcrale romana, di modeste dimensioni, datata tra la fine del II e l’inizio del III sec. d.C., nella quale avrebbero riposato in epoca altomedievale le spoglie dei due santi egiziani.

Esso viene realizzato al di sotto del piano di calpestio del Mausoleo di Santa Passera, all’epoca in cui questo era già saturo di sepolture. Vi si accede da una ripida scaletta; l’ambiente trae luce unicamente dal foro della scala e da un’apertura centrale nella volta. Già in antico lo spazio interno viene ridotto, con una controparte sul lato ovest, per ricavarne ulteriori spazi funerari.

La decorazione pittorica è oggi quasi completamente perduta: non solo per gli straripamenti del vicino Tevere, ma soprattutto per le spicconature di quanti, nel tempo, hanno cercato senza esito di recuperare le reliquie dei martiri. I pochi resti si presentano campiti su un fondo d’intonaco chiaro delimitato da fascioni, partiture semicircolari e quadranti rossi, con soggetti di repertorio funerario, a fresco con dense pennellate senza linee di contorno. Nella parete nord vi è il c.d. Ciclo della dea Dike, con la dea, un volatile e un pugile; nella parete sud vi è una pecora; nella volta grandi stelle decorative a 6 e 8 punte).

La controparte si presenta coperta di uno spesso strato pittorico con soggetti non riconoscibili, sul quale, a fine XIII sec., è stata aggiunta una Natività, oggi perduta. L’ipogeo, interrato dopo il 1706, è stato riscoperto nel 1904.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
già dei SS. Ciro e Giovanni, in antico Abbas Cyrus et Johannis, poi per corruttela Appaciro, Pacera, infine Passera (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

Santa Passera

Santa Passera compone di due elementi sovrapposti (chiesa superiore ed inferiore), più una cripta ipogea nella quale si ritenevano collocate le spoglie dei martiri egiziani Ciro e Giovanni. Il nome Passera deriverebbe dalla distorsione di Abbas Cirus (Appàciro > Pàcera).

La chiesa superiore del XIII sec. è a navata unica, con un presbiterio absidato incorniciato da un arco e soffitto a capriate lignee. La facciata, rivolta verso il Tevere, è in laterizio preceduta da una doppia rampa di scale. Gli affreschi absidali raffigurano il Cristo benedicente tra i martiri ed altri santi, gli ordini superiori il Cristo tra gli apostoli, mentre gli ordini inferiori sono dedicati a figure devozionali. L’affresco in parete destra è dedicato a santi orientali.

La chiesa inferiore è un oratorio del V sec., composto di un’aula quadrangolare (le cui pitture consunte raffigurano tre vescovi) e di un avancorpo allungato. L’architrave edell’XI sec. evoca con un’epigrafe i nomi dei santi martiri.

Una stretta scala immette alla cella ipogea, un sepolcro romano del III sec. Vi si conservano le pitture della Giustizia e di un atleta, tra quadranti e stelle decorative. Vi era dipinta una Vergine con bambino, rubata nel 1968.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Santa Passera.
Foto: Antonello Anappo.
 

Michele contro il Drago

Michele contro il Drago è un affresco della metà del XIII secolo, situato in posizione centrale nella curva dell’abside di Santa Passera.

La scena raffigura il terribile combattimento tra angeli e demoni narrato da San Giovanni nell’Apocalisse: “Scoppiò quindi una guerra nel cielo : Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli. Ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo” (vv. 12, 7-8). La rappresentazione è allegorica: il solo Michele sta a simboleggiare le schiere angeliche e il Drago morente rappresenta le turbe del Maligno, sconfitte. Di Michele sono ancora ben visibili i duri lineamenti di guerriero, le vesti, parte delle ali e la lancia con cui ha trafitto la rossa figura del Drago, agonizzante ai suoi piedi.

Si ritiene che il Drago sia stato aggiunto in un secondo momento (non compare nel disegno 8936 della Collezione Dal Pozzo conservata a Windsor: al suo posto vi è una figuretta di orante inginocchiato). La tradizione vuole che tale raffigurazione del Demonio sia stata così realistica e terrificante che nel XVII secolo fu necessario coprire tutto l’affresco con un sovraddipinto, raffigurante Santa Prassede che lava i corpi dei martiri (scompaiono le ali di Michele; l’attributo del globo crociato nella mano sinistra diventa una spugna; il Drago è coperto da un recipiente per lavare i corpi sanguinolenti dei martiri).

L’immagine dell’angelo guerriero e del suo sconfitto antagonista è tornata alla luce durante un restauro del 1934.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Borghetto Santa Passera - immagine aerea (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

Borghetto Santa Passera

In costruzione.

(Antonello Anappo)