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Home   »    Schede   »    Scheda n. 256

Ala Bramante

di Isabella

 

Inventario:

 

256-F-034 - Ala Bramante (Ala Bramante del Castello della Magliana).

Categoria:

 

Bene componente (complesso storico del Castello della Magliana) 

Collegamenti:

 

Ponte rinascimentale n. 251 - Ponte rinascimentale
Imbarco dei Papi n. 252 - Imbarco dei Papi
Palatium Sancti Johannis n. 253 - Palatium Sancti Johannis
Palazzetto di Innocenzo VIII n. 254 - Palazzetto di Innocenzo VIII
Ala Sangallo n. 255 - Ala Sangallo

Risorse:

 

» Galleria fotografica: Ala Bramante
» Monografia: Ala Bramante.

 

Collocazione:

 

Didascalia

  Didascalia

Area:

 

Corviale

Indirizzo:

 

Via Luigi Ercole Morselli, snc.

Ind. satellitare:

 

n.d..

Visibile?

 

visibile da strada.

Categoria:

 

Bene componente (complesso storico del Castello della Magliana) 

 

Cronologia:

Didascalia

 
Didascalia  

Epoca: 05 - Rinascimento e Decadenza, 1471 - 1807 (vedi schede come questa)

Si può visitare? aperture periodiche

A chi chiedere per una visita? SMOM.

 

Aspetto architettonico:

Forma: casale fortificato - (vedi schede come questa)

Stato di conservazione: funzionale

proprietà: di ente - (per quanto noto)

 

Notizia storica:

 

Mappa secentesca di Pian Due Torri (foto Antonello Anappo)

 

Pagina in aggiornamento.

 

 

La sala delle Muse al Castello della Magliana. L'interno. Sul fondo il camino di Papa Giulio II (foto Antonello Anappo)

 

Il salone d’onore o “Sala delle Muse” era il luogo di ricevimento ufficiale del Castello della Magliana, ritrovo tra il 1513 e il 1521 del cenacolo letterario di papa Leone X Medici, cui presero parte Raffaello, Michelangelo, Bramante, Machiavelli e Guicciardini.

L’impianto architettonico rettangolare risale al Sangallo, su commissione del cardinale Alidosi da Pavia, il cui titolo “F. card. papiensis” compare sull’architrave d’ingresso. Alidosi riesce a completare lo scalone (con una Madonna del Perugino, oggi scomparsa), la loggia, il camino monumentale con dedica a Papa Giulio e i pavimenti in maiolica con i colori dei Della Rovere, ma la sala ha ancora l’aspetto di uno stanzone vuoto.

Papa Leone X prosegue i lavori, trasformandola in una cassa armonica da teatro, dall’acustica perfetta grazie alla sopraelevazione del tetto e ai controsoffitti avvolgenti con lacunari in legno. Leone X fa affrescare le pareti, con un fregio di alloro, aquile e gigli medicei che incorniciano un paesaggio agreste, in cui compaiono le superbe figure mitologiche di Apollo e le Muse, opera di Gerino Gerini.

I quadranti di Apollo e delle Muse sono state distaccati nel 1869. Si trovano oggi a Palazzo Braschi.

 

 

Da destra: Sisto IV, Raffaele Riario, Giuliano Della Rovere, Bartolomeo Platina, Gerolamo Riario (foto pubblico dominio)

 

Nella primavera 1517 avrebbe dovuto consumarsi alla Magliana un efferato delitto, maturato negli ambienti del Sacro collegio sotto la guida del decano Raffaele Riario e del cardinale Alfonso Petrucci da Siena.

Petrucci nutre verso Papa Leone, la vittima designata, un incolmabile rancore, da quando alla morte del padre, Pandolfo Petrucci signore di Siena, il pontefice aveva messo la città sotto protettorato. Alfonso - riferisce il Guicciardini -, “ardendo di odio e quasi ridotto in disperazione, aveva avuto pensieri di offenderlo violentemente con l’armi”, ma la vendetta prese invece la via sottile dell’intrigo di corte.

Papa Leone, prossimo come ogni anno alla partenza primaverile per la Magliana, è infatti colto da una imbarazzante fistola al fondoschiena (“in ima sede”): Petrucci, venutolo a sapere, è deciso a somministrargli una medicina avvelenata, tramite Mastro Battista da Vercelli, “famoso chirurgo e molto intrinseco suo”.

Mastro Battista ha un passato fosco: cavadenti, medico di cataratte, mal della pietra (calcoli renali) e male francioso (sifilide), è bandito da Venezia per un fatto di sangue, ma Siena lo accoglie con pubblici onori. L’umanista Paolo Giovio lo descrive “impurus, crudelis, fallacissimus” (sozzo, crudele e ingannatore), ma dotato di “ingenio expedito et singularis digitorum argutia” (vivo intelletto e mani d’oro). Dei necessari appoggi a corte si occupa il cardinal Raffaele Riario, da sempre tessitore di congiure, e avversario dei Medici fin dalla congiura dei Pazzi. Riario prepara la strada a Mastro Battista facendo licenziare il medico papale Jacopo da Brescia.

L’incontro fra il pontefice e il nuovo dottore avviene verso il giugno 1517, probabilmente già alla Magliana. Ma Papa Leone, che subodora subito l’inganno, si rifiuta di mostrargli la parte dolente, adducendo una “salutari quadam verecundia” e, all’insistenza del medico, sguinzaglia le spie.

Una lettera cifrata a Marcantonio Nino, referente dei congiurati, viene intercettata. Quando Nino sotto tortura rivela il codice di lettura e la trama si fa chiara, Papa Leone, aiutato dal procuratore fiscale Mario da Perusco, dà il via alla raffinata rinascimentale vendetta.

Invia una lettera amichevole a Petrucci, invitandolo a Roma con un salvacondotto, e fa allontanare Battista verso Firenze per un caso urgente di sifilide. Giunto a Roma, Petrucci finisce nelle segrete di Castel Sant’Angelo e viene strangolato dal moro Rolando, non prima però di aver fatto i nomi di decine di congiurati. Il 22 giugno i porporati Riario, Sauli, Volterrano e Castellanese sono spogliati della dignità cardinalizia, mentre Mastro Battista, ricondotto a Roma, viene torturato e squartato a Ponte Sant’Angelo.

Il 24 agosto per i sopravvissuti arriva il perdono: Papa Leone concede a tutti la “gratia sub condicione”, cioè un’indulgenza contro un pesante pagamento di denaro. Per Riario il prezzo è altissimo: deve consegnare il suo sfarzoso palazzo urbano appena completato dal Bramante, che diventa da allora sede della Cancelleria papale. A fine congiura i cardinali perdonati ammontano a 13.

Alcuni autori moderni (L. Gualino e R. Bettica-Giovannini) sostengono con documenti d’archivio l’innocenza di Mastro Battista. Di certo la congiura fu per Papa Leone un gigantesco e provvidenziale affare.

 

 

Per approfondire:

 Galleria fotografica: Ala Bramante

 Galleria

  •  Testo generalista: assente
  •  Saggio: assente
  •  Testo scientifico: assente

 

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Curiosità:

Didascalia

Questo luogo è anche conosciuto come: Ala Bramante del Castello della Magliana.

-

 

Autore principale: Isabella.

Si ringrazia: Sovraintendenza Comunale Roma (clicca sul link per vedere altre schede realizzate con la stessa collaborazione).