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L’imbarco di Ponte Marconi

di Antonello Anappo (on line dal 04/03/2003, 1237 letture)

 

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  Imbarco fluviale di Ponte Marconi.
Foto: Antonello Anappo.

Dal 27 aprile 2003 funziona un collegamento di linea fra ponte Marconi e ponte Amedeo d’Aosta (orario 7,25-19, partenze ogni 20 minuti)e fra Ponte Marconi e Ostia antica (9,15 andata e 11,30 ritorno, da venerdì a domenica). L’imbarco è costituito da una banchina galleggiante.

In direzione Roma i battelli fermano anche a Ripa Grande, Calata  Anguillara (Isola Tiberina), Ponte Sisto, Molo di Castel Sant’Angelo, Ponte Cavour e Ponte Risorgimento. All’Isola Tiberina, dove esiste una soglia di fondo, si cambia di battello con un piccolo percorso a piedi. In direzione Ostia non esistono fermate, anche si progettano imbarchi a Ponte della Magliana, Idrovore della Magliana e Mezzocammino.

La navigazione di linea è curata da “Battelli di Roma” con 6 imbarcazioni: l’ammiraglia Agrippina Maggiore, le navi di linea Calpurnia, Cornelia e Livia Drusilla, e le piccole Rea Silvia e Cecilia Metella. La navigazioen turistica è curata da una cooperativa che dispone di 2 imbarcazioni: Ciclone e Invincibile.

Soprattutto in estate sono istituite corse serali e partenze speciali per il mare (Porto turistico di Ostia), Isola Sacra (Capo Due Rami) e addirittura le Secche di Tor Paterno in mare aperto.

 

 

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Sommario:

» L’imbarco di Ponte Mar...
» I lucchetti dell’amore...
» Il Ponte Marconi
» Marconi
» Juliano, bodyguard di ...
» La Necropoli Portuense...

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Dossier Dossier

 
Ponte Marconi.
Foto: Antonello Anappo.
 

I lucchetti dell’amore

I romanzi adolescenziali di Federico Moccia e le pellicole “Tre metri sopra il cielo” e “Ho voglia di te” hanno avuto un’appendice in Riva Portuense. Nel secondo film i protagonisti si scambiano l’eterna promessa d’amore serrando un lucchetto al lampione di Ponte Milvio e gettando via la chiave nel Tevere a farvi da guardiano. Poco dopo l’uscita nei cinema (marzo 2007) però il lampione di ponte Milvio è stato preso di mira dai vandali, e alcuni innamorati portuensi hanno preferito serrare i lucchetti al parapetto nord di ponte Marconi.

In “Tre metri sopra il cielo” (2004) Moccia racconta la storia tra la “perfettina” Babi (Katy Saunders) e il ribelle Stefano (Riccardo Scamarcio). I due superano le difficoltà dovute alla diversa estrazione sociale, ma, con grande disappunto del pubblico, Stefano abbandona Babi e va in America alla ricerca di se stesso.

Nel seguito, “Ho voglia di te” (2006), Stefano torna a Roma e conosce la volitiva Ginevra (Laura Chiatti). I due si giurano amore eterno agganciando il lucchetto, ma la vecchia fiamma Babi ricompare e concupisce Stefano. Ginevra è incapace di perdonare: ci vorranno una gigantesca scritta “Ho voglia di te” sull’isola Tiberina e il Tevere che onora sempre le sue promesse a far rifiorire l’amore.

Il film, mito intramontabile per le giovanissime, banale operazione commerciale per i critici, ha avuto un enorme successo. Anche un anonimo “Pasquino” portuense ha detto la sua, incidendo accanto ai lucchetti la scritta: “Avete rotto”.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Ponte Marconi.
Foto: Antonello Anappo.
 

Il Ponte Marconi

Ponte Marconi unisce le due sponde di Pietra Papa e San Paolo con un impalcato continuo in acciaio e cemento di 235 m sorretto da piloni.

Il progetto risale al 1937 ed è dedicato allo scienziato Guglielmo Marconi, che per primo diffuse nell’etere le onde radio. Dopo l’interruzione forzata durante la Guerra il ponte è completato nel 1954 ed ammodernato e ampliato nel 1975. La sezione attuale è larga 32 m ed ospita 2 corsie per senso di marcia e marciapiedi panoramici dai parapetti in travertino.

Fra estate e autunno è possibile osservare lo spettacolo della caccia fluviale: aironi cinerini (color grigio) e garzette (bianco) stazionano immobili sui bassi fondali della riva sinistra (alle darsene romane), mentre gabbiani e cormorani (nero) si tuffano in picchiata sul profondo canalone davanti la riva destra. Uno studio di Marevivo ha censito in questo tratto anguille, cavedani, rovelle, carpe, cefali in risalita dal mare e i rari barbo e lampreda di fiume. La fauna golenale annovera rana verde, biscia d’acqua e nutria. Tra le specie della vegetazione ripariale si contano salice bianco, pioppo, ontano comune e varietà nostrane di canneto.

L’argine destro è percorso dalla pista ciclabile. Dal 2003 in riva sinistra si trova la stazione dei battelli fluviali.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Appena aggiunta.
Foto: Antonello Anappo.
 

Marconi

Marconi è la prima delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV (insieme a Magliana Nuova, Portuense, Corviale, Trullo, Magliana Vecchia e Ponte Galeria), di cui costituisce la parte più vicina al Centro storico.

Le testimonianze archeologiche più antiche sono localizzate alla Ex Mira Lanza, con resti di una postazione commerciale sul Tevere di epoca arcaica. Il popolamento dell’area è compreso tuttavia tra la fine dell’epoca repubblicana (Horti di Cesare) e l’inizio di quella imperiale (Via Portuensis, Villa di Pietra Papa), quando i ceti sociali più deboli di Roma (ma economicamente più vitali: artigiani, portuali, liberti, stranieri) si insediano nella fascia extraurbana a ridosso del Trans Tiberim. In epoca medievale le fonti attestano il ripopolamento agrario (Piana di Pietra Papa) fin dall’anno Mille. Con la costituzione dello Stato unitario nell’area si insediano le prime attività produttive (Mira Lanza, Molini Biondi, Porto fluviale). Nel Dopoguerra inizia l’edificazione in forme intensive, lungo il tridente Oderisi da Gubbio - Viale Marconi - Lungotevere, con origine da Piazzale della Radio.

Il nome del quartiere deriva dalla sua arteria principale (Viale Guglielmo Marconi) che ne attraversa longitudinalmente il territorio da Ponte Marconi al sottopasso di Porta Portese. I confini attuali, determinati nel 1977, comprendono, oltre l’area pianeggiante disegnata dall’ansa fluviale e dalla Ferrovia Roma-Pisa (Pietra Papa), anche la fascia precollinare lungo l’asse di via Quirino Majorana (Ex Purfina e Nuovo Trastevere).

I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 35.111 abitanti.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Necropoli Portuense.
Foto: Antonello Anappo.
 

Juliano, bodyguard di Caligola

Una lastrina funeraria della Necropoli portuense (Museo naz. romano, sala VIII, inv. 622.84) racconta la storia dello schiavo Romano Juliano.

Juliano apparteneva al corpo dei Germani, barbari dalla forza erculea catturati da Caligola durante l’offensiva del 39 d.C. in Batavia (Olanda), e da allora suoi devoti “corpores custodes”, guardie del corpo. A differenza dei Pretoriani - milizia pubblica con la stessa funzione - i Germani erano però incorruttibili, e il folle e sanguinario Caligola se ne fidava ciecamente.

Ne avrebbe avuto ottimi motivi. Dal 31 agosto del 40 Caligola rientra a Roma, e gli attentati si ripetono, e tutti falliscono. Il compito dei Germani si fa proibitivoo. Finché un giorno, il 24 gennaio 41, arriva l’appuntamento col destino: lasciata l’arena dei Ludi palatini, l’Imperatore è pugnalato dai tribuni Cherea e Sabino, mentre il tribuno Lupo stermina la famiglia imperiale, deciso a riconsegnare l’autorità nelle mani del Senato.

I Germani rispondono uccidendo sul momento i congiurati Asprenate, Norbano e Anteio e compiono arresti. Ma la congiura ha sostenitori ovunque: il medico Alcione, accorso al capezzale di Caligola morente, fa scappare gli arrestati; a liberare altri prigionieri ci pensa Arrecino, prefetto del Pretorio. I Senatori intanto votano l’incriminazione postuma di Caligola: il colpo di stato si consuma.

Claudio, lo zio di Caligola, si oppone con una serie di mosse ben congegnate: compra l’appoggio dei Pretoriani che fa marciare verso il Senato, e si assicura il sostegno della plebe, che circonda Palazzo senatorio acclamando Claudio nuovo imperatore. Non c’è bisogno dell’azione di forza: i Patres comprendono il fallimento e sconfessano precipitosamente la congiura, incriminando Cherea e Lupo.

Il nuovo imperatore Claudio conferma i Germani nel ruolo di guardia d’élite. L’epigrafe di Juliano recita orgogliosamente: ROMANO IULIANO / CORPORE CUSTOS / CAESERIS (bodyguard dell’Imperatore). La dedica è della compagna Fausta Iulia.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Necropoli Portuense (immagine aerea - cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

La Necropoli Portuense

La Necropoli Portuense è un’area cimiteriale di età romana, situata sui due lati della Via Portuensis. Di essa, il tratto più consistente, è quello emerso in località Pozzo Pantaleo, presso via Quirino Majorana.

Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma.

(Antonello Anappo)