Il Casale al 378 di via Casetta Mattei
di AA.VV. (a cura di Antonello Anappo)
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In questa monografia: A pag. 1: La Copertina. Pagine 2 e 3: Il Casale al 378 di via Casetta Mattei - Appunti di viaggio (scheda tecnica). Pagine 4 e 5: Il reportage fotografico. Pagine da 6 a 15: La Colonìa Mattei - Arvalia e la linea del tempo - Corviale - La Valle dei Casali al Portuense - Il Nuovo Corviale - San Paolo a Poggio verde - Lo Stadio del rugby - Il Villino alla Fanella - Il Casale alla Fanella - Le Mantellate - Pag. 16: La IV di Copertina. |
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Il Casale al 378 di via Casetta Mattei di Antonello Anappo
Il Casale al 378 di via Casetta Mattei è un edificio rurale verosimilmente dell’Ottocento, sito nella via omonima al Corviale. Per quanto noto, la proprietà è privata e funzionale; non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale presso l’Ente). |
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La Colonìa Mattei di Antonello Anappo
La Colonìa o Macchia Mattei è un insediamento agrario di bonifica, esteso tra Portuense e Bravetta, legato al riformismo fondiario di epoca napoleonica. Antica proprietà ecclesiastica, la tenuta passa nel 1527 a Pietro Antonio Mattei. Sotto la nobile famiglia portuense la tenuta produce scarsissimo reddito, alternando vallette insalubri e boscaglia, nella quale i soli che trovano conveniente insediarsi sono i briganti. Nel 1802 papa Pio VII ne promuove la riconversione agricola. I Mattei incassano ingenti somme di denaro (ma al mutare della situazione politica, non esiteranno a passare nelle schiere napoleoniche) e incaricano del disboscamento, bonifica e colonizzazione l’avventuriere Basilio Salvi. L’opera di Salvi è meritoria: realizza cisterne e casali di bonifica, dalla tipica struttura a capanna. L’economia dell’insediamento si regge inizialmente sulla vendita di legname e in seguito sulle risorse di un avaro vigneto. Lo studioso G. Tomassetti descrive la vita epica e durissima dei colòni: quelli che non si ammalano di malaria sono soliti fuggire; Salvi, con pugno di ferro, li riporta alla Colonìa. In breve però Salvi deve arrendersi all’evidenza del fallimento, segnato dalla caduta di Napoleone e dal ritorno del vendicativo Pio VII. Nel 1815 l’Ospedale Santo Spirito rileva in blocco i terreni e l’ingente patrimonio edilizio, iniziandone la vendita frazionata. All’inizio del Novecento la tenuta è divisa fra 7 proprietari privati. La particella più fortunata è quella denominata La Contea, efficiente fino a tempi recenti. |
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Arvalia e la linea del tempo di Antonello Anappo
L’Archivio Storico Portuense segue un modello lineare del tempo, con gli eventi ordinati in sequenza, secondo l’ordine del prima e del poi. Taluni eventi sono chiamati cesure storiche, perché - portando con sé un cambiamento del tipo di società - determinano anche un passaggio di epoca. Il modello ha individuato nella storia locale 8 eventi di cesura e, conseguentemente, 9 epoche. L’Epoca arcaica va dalle origini al 509 a.C., anno della cacciata del re Tarquinio il Superbo e dell’instaurazione della Repubblica. Questa nuova fase si chiude nel 31 a.C., quando Ottaviano, sconfitti i rivali, assume il potere assoluto. L’Impero termina a Roma con una data simbolica, il 410 d.C., anno del saccheggio dei Goti. Il lungo sonno del Medioevo termina nel 1471, con l’avvento di Papa Sisto IV e dei suoi successori rinascimentali, grandi frequentatori della Tenuta della Magliana. Abbiamo scelto di unificare la breve stagione del Rinascimento ai due secoli della Decadenza (Seicento e Settecento), facendo terminare questa epoca nel 1799, con l’arrivo delle truppe napoleoniche. Segue una fase di straordinaria fioritura urbanistica, il Primo Ottocento, segnata dalla nascita del Catasto e dagli slanci riformatori dei papi-re. La Repubblica Romana del 1848 avvia una nuova epoca, quella del Risorgimento e della nascita del Regno unitario d’Italia. La Marcia su Roma del 1922 apre il Ventennio fascista, che si conclude con la Liberazione del 1944. Da qui ai giorni nostri parliamo infine di Epoca contemporanea. Il modello comprende anche due epoche supplementari: il Futuro, dove classifichiamo i beni culturali progettati ma non ancora realizzati, e una categoria residuale, che include i beni paesistici, per i quali la nozione del tempo storico non rileva. |
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Corviale di Antonello Anappo
Corviale è la sesta delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV, estesa lungo la destra della Via Portuense, fra via del Casaletto e il fosso della Magliana. Le modeste testimonianze archeologiche (tomba arcaica di Poggio verde, villa romana all’Infernaccio) indicano come in epoca romana il territorio fosse coperto di selve, solcate solo nel I sec. d.C. dalla Via Portuensis. La situazione rimane invariata fino al 1527, quando la famiglia Mattei tenta una colonizzazione agraria intorno alla torre doganale al confine fra le diocesi di Roma e Porto (Casetta Mattei). Nel 1802 Pio VII avvia una nuova colonizzazione, anch’essa senza esito. Il nuovo proprietario, l’Ospedale Santo Spirito, fraziona il territorio in contee (piccole tenute), alcune delle quali destinate alla prosperità, altre al fallimento, altre all’urbanizzazione. La storia recente inizia nel 1972, con la progettazione del Complesso IACP Nuovo Corviale, dell’architetto Mario Fiorentino, ispirato alle unités d’habitation di Le Corbusier. Fin dalle prime assegnazioni e occupazioni le parti destinate a servizi rimangono incompiute, lasciando il posto al degrado e a un lungo difficile recupero. Il dibattito su come reinventare Corviale è ancora aperto. Risiedono nel quartiere, al 31 dicembre 2009, 14.044 abitanti. Vi sono due chiese parrocchiali. Il territorio retrostante è dal 1996 costituito nella riserva naturale Tenuta dei Massimi. |
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La Valle dei Casali al Portuense di Antonello Anappo
Pagina in aggiornamento. |
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Il Nuovo Corviale di Antonello Anappo
Il Nuovo Corviale è un edificio-città, progettato a partire dal 1972 dall’architetto Mario Fiorentino su commessa dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Le idee guida del team di Fiorentino (Michele Valori, Giulio Sterbini, Federico Gorio, Pier Maria Lugli) sono il quartiere-satellite (un nucleo abitato in grado di offrire agli abitanti i servizi necessari senza spostarsi in Centro) e le soluzioni residenziali del primo razionalismo, prendendo come modello le unités d’habitation di Le Corbusier. L’edificio principale, realizzato di setti in cemento armato, si sviluppa linearmente per 1 km, per 9 piani di altezza più 2 di autorimesse interrate. I piani fuori terra - percorsi da lunghissimi ballatoi - sono ad uso abitativo, ad eccezione del 4° piano, destinato alla galleria delle attività commerciali. È suddiviso in cinque lotti (condomìni) lunghi 200 m ciascuno, intervallati dalle quattro torri dei vani scala. Secondo il progetto ogni lotto è dotato di sale, cortili e spazi comuni; nella adiacente spina dei servizi debbono trovarsi scuole, strutture socio-sanitarie e laboratori artigianali. Le prime abitazioni sono consegnate nell’ottobre 1982. Sono di poco successive le occupazioni abusive, l’abbandono, il degrado e poi un lungo difficile cammino di riqualificazione. Al complesso appartengono anche due corpi secondari: la traversa (poste a 45° rispetto al corpo principale) e le case basse (alte 2 o 3 piani, in parallelo al corpo principale). |
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San Paolo a Poggio verde di Antonello Anappo
Pagina in aggiornamento. |
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Lo Stadio del rugby di Antonello Anappo
Lo stadio del rugby di Corviale è un campo regolamentare in erba con tribuna da 300 posti, torri per l’illuminazione notturna, spogliatoi, primo soccorso, uffici, bar e parcheggio. Si sviluppa su 1287 mq ed è il terzo impianto pubblico di Roma dopo l’Acqua Acetosa e le Tre fontane. È stato progettato nel 1998 dai tecnici comunali del XII dipartimento. Il cantiere è iniziato nel dicembre 2003 ed è terminato nel marzo 2005. Con la tribuna e il parcheggio, realizzati successivamente, lo stadio è costato 920.000 euro. Il Municipio ne ha affidato la gestione per bando alla società sportiva Arvalia-Villa Pamphili Rugby Roma. La società è stata fondata nel 1980 da Salvatore Gallo (attuale presidente), già atleta di fama nell’Amatori Catania, Cus Roma, SS Roma e insegnante di ginnastica all’ITC Ceccherelli. La squadra si è allenata a Villa Pamphili e poi alle Tre fontane e vi hanno militato l’azzurro Angelo Bencetti, l’ex-capitano della SS Lazio Francesco D’Angelo, le atlete Anna Basile, Serena Oliva e Cristina Tonna (team manager della Nazionale). Basile e Oliva sono oggi responsabile del giovanile e allenatrice della prima squadra. I colori sociali sono bianco-verde. Il campo è stato inaugurato il 25 giugno 2007 dal capitano della Nazionale Andrea Lo Cicero e dal sindaco Veltroni. Nel primo torneo “Corviale Rugby Seven” gli “All Reds” hanno segnato la prima meta e i locali hanno vinto la prima partita. La competizione è stata vinta dai “Prætoriani”. |
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Il Villino alla Fanella di Antonello Anappo
Il Villino alla Fanella è una dimora signorile verosimilmente dell’Ottocento, sita sul distacco della via omonima al Corviale. Per quanto noto, la proprietà è privata e funzionale; non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale 00599150A, Sacchi G. - cat. Fracasso-Giampaoli). |
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Il Casale alla Fanella di Antonello Anappo
Il Casale alla Fanella è un edificio rurale visibile già dal catasto del 1818, sito nella via omonima al Corviale. Per quanto noto, la proprietà è privata e funzionale; non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale 00599151A, Sacchi G. - cat. Fracasso-Giampaoli). |
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Le Mantellate di Antonello Anappo
Le Mantellate è un convento verosimilmente dell’Ottocento, sito in via della Fanella, 45, al Corviale. Per quanto noto, la proprietà è di ente ecclesiasico e funzionale; non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale 00599139A, Sacchi G. - cat. Fracasso-Giampaoli). |
Credits:
On line dal 19/02/2008, 1174 letture.