I Casali Tournon
di AA.VV. (a cura di Antonello Anappo)
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In questa monografia: A pag. 1: La Copertina. Pagine 2 e 3: I Casali Tournon - Appunti di viaggio (scheda tecnica). Pagine 4 e 5: Il reportage fotografico. Pagine da 6 a 15: Il progresso secondo Bonelli - Arvalia e la linea del tempo - La Necropoli di Pozzo Pantaleo - Portuense - Le Cave romane alla ex Purfina - La Tomba A al Drugstore - La Tomba B al Drugstore - La Tomba C al Drugstore - La Tomba D al Drugstore - La Tomba E al Drugstore - Pag. 16: La IV di Copertina. |
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I Casali Tournon di Antonello Anappo
I Casali Tournon (o Officine Bonelli) sono un complesso rurale dell’Ottocento, sito in via di Vigna Due Torri, 12-16, alla Magliana nuova. Per quanto noto, la proprietà è privata e funzionale (restauri recenti); non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale 00970672A, Banchini R. - cat. Tantini G.). |
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Il progresso secondo Bonelli di Antonello Anappo
L’agronomo portuense Michelangelo Bonelli pubblica nel 1897 un trattato in due volumi, dal titolo “La Concimazione razionale”. In essa Bonelli introduce nelle tecniche di coltivazione tradizionali le applicazioni pratiche della nuova chimica di fine Ottocento. Bonelli sostiene che taluni elementi fertilizzanti - come l’azoto, la potassa (potassio), l’acido solforico, i fosfati e la calce (calcio) - possono correggere le manchevolezze di un terreno, rendendolo adatto ad ogni coltivazione. Il principio cardine dell’opera è infatti che la concimazione chimica deve essere limitata dall’uso della ragione: non deve esserci concimazione laddove le condizioni del suolo sono già ottimali; e non vanno concimati i terreni nei quali la concimazione chimica offrirebbe una maggiorazione della resa inferiore al 6%. Rese inferiori al 6% sono accettabili solo sui terreni incolti o improduttivi, in vista del cosiddetto ampliamento dello spazio agrario. L’impianto dell’opera è estremamente pratico. La lettura di un breve passo ci può fare capire come si usa un fertilizzante. “Il pisello, avendo tenere radici, vuole terreno di media consistenza, fresco, non umido. Le varietà destinate all’uso domestico si dovranno coltivare in terreni argillosi o silicei. Prospera benissimo anche in suolo di calcare, ma il frutto riesce di difficile cottura. Se il terreno è sabbioso o sabbioso-argilloso riesce utilissima la concimazione potassica unita alla concimazine fosfatica [...]. Da noi il pisello non entra nelle rotazioni perché lo si coltiva associato al mais o su piccoli appezzamenti. Volendolo porre in rotazione si coltiva dopo un cerale di primavera e gli si fa succedere un cereale d’inverno. Prima di coltivarlo sul medesimo campo si lascino passare 6 o 10 anni”. Il trattato si articola in due volumi, pubblicati per la prima volta a Torino dall’editore Casanova. Il trattato valse a Bonelli il titolo di Accademico dell’Agricoltura. Il trattato è oggi introvabile in forma completa. Il 1° volume è conservato alla Biblioteca nazionale a Firenze. Il 2° volume è conservato nel Fondo Riva Portuense (si tratta di un volume appartenuto al senatore genovese Bombrini, con annotazioni manoscritte del 1908). |
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Arvalia e la linea del tempo di Antonello Anappo
L’Archivio Storico Portuense segue un modello lineare del tempo, con gli eventi ordinati in sequenza, secondo l’ordine del prima e del poi. Taluni eventi sono chiamati cesure storiche, perché - portando con sé un cambiamento del tipo di società - determinano anche un passaggio di epoca. Il modello ha individuato nella storia locale 8 eventi di cesura e, conseguentemente, 9 epoche. L’Epoca arcaica va dalle origini al 509 a.C., anno della cacciata del re Tarquinio il Superbo e dell’instaurazione della Repubblica. Questa nuova fase si chiude nel 31 a.C., quando Ottaviano, sconfitti i rivali, assume il potere assoluto. L’Impero termina a Roma con una data simbolica, il 410 d.C., anno del saccheggio dei Goti. Il lungo sonno del Medioevo termina nel 1471, con l’avvento di Papa Sisto IV e dei suoi successori rinascimentali, grandi frequentatori della Tenuta della Magliana. Abbiamo scelto di unificare la breve stagione del Rinascimento ai due secoli della Decadenza (Seicento e Settecento), facendo terminare questa epoca nel 1799, con l’arrivo delle truppe napoleoniche. Segue una fase di straordinaria fioritura urbanistica, il Primo Ottocento, segnata dalla nascita del Catasto e dagli slanci riformatori dei papi-re. La Repubblica Romana del 1848 avvia una nuova epoca, quella del Risorgimento e della nascita del Regno unitario d’Italia. La Marcia su Roma del 1922 apre il Ventennio fascista, che si conclude con la Liberazione del 1944. Da qui ai giorni nostri parliamo infine di Epoca contemporanea. Il modello comprende anche due epoche supplementari: il Futuro, dove classifichiamo i beni culturali progettati ma non ancora realizzati, e una categoria residuale, che include i beni paesistici, per i quali la nozione del tempo storico non rileva. |
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La Necropoli di Pozzo Pantaleo di Moena Giovagnoli e Antonello Anappo
La Necropoli di Pozzo Pantaleo è la maggiore delle quattro sezioni note della Necropoli Portuense (le altre sono: via Belluzzo, via Bianchi, via Ravizza). Nel 1951, durante lo sbancamento del terreno di proprietà Purfina - compreso fra la Via Portuense, via Quirino Majorana, via della Magliana Antica e la Ferrovia Roma-Pisa -, affiorano due camere sepolcrali scavate nel tufo (colombarî) e un settore cimiteriale parallelo ad esse, con ambienti scavati nel tufo, fosse e recinti per la deposizione di anfore cinerarie. La campagna del 1983-1989 porta alla luce altri due ambienti, appartenenti a un edificio funerario in laterizi, nel quale i defunti sono deposti in formae (al di sotto di tegole). Nella campagna del 1998-99 emerge il Mausoleo circolare in laterizi, in seguito foderato di malta idraulica e reimpiegato come cisterna, dal quale potrebbe forse derivare il toponimo altomedievale di Pozzo Pantaleo. Insieme ai resti funerari, le campagne archeologiche hanno restituito anche variegate testimonianze del vissuto dell’area: un tratto della Via Campana (strada basolata con crepidine), una probabile stazione di sosta (mansio) e un edificio termale. Nel 1996 si è indagato sul lato opposto della Via Portuense: il ritrovamento di una serie di tombe a camera lascia supporre che la necropoli abbia dimensioni assai maggiori della porzione scavata. Nel 2010 è iniziata una campagna sotto il ponte ferroviario: il terreno - oggi di proprietà ENI e in parte delle Ferrovie e del Comune - pertanto non è accessibile. Le cancellate perimetrali a tondini del tipo Soprintendenza consentono ai passanti la vista dall’esterno. Nel 2010, in una porzione non interessata da ritrovamenti su via della Magliana Antica, è stato realizzato un parco giochi e saranno realizzati dei parcheggi. |
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Portuense di Antonello Anappo
Portuense è la seconda delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV, di cui occupa il versante collinare alla sinistra della Via Portuense, nel tratto tra la Ferrovia Roma-Pisa e il fosso di Papa Leone (oggi interrato). I confini urbanistici disegnati nel 1977 comprendono solo una parte dell’Area storica portuense, termine con cui si indicano i due lati della Via Portuensis di epoca romana, « ab Janiculo ad mare », cioè dalle pendici del Gianicolo in direzione del mare. Il territorio era allora coperto di distese boschive, e l’impiego del suolo era limitato all’estrazione del tufo (cave di Pozzo Pantaleo) e agli usi funerari (Necropoli Portuense). Dal Rinascimento le Vigne portuensi disegnano un vivace territorio agricolo, solcato dai percorsi di crinale, che sono ancora oggi alla base del sistema viario del quartiere. Tra Sette e Ottocento le tenute si frammentano (fra le famiglie Jacobini, Gioacchini, Neri e Ceccarelli per citare le maggiori) e sorgono i grandi casali: Villa Jacobini, Casa Petrella, Casa Balzani (in seguito Villa Bonelli) e il Convitto Vigna Pia. Nel 1877 sorge la struttura militare di Forte Portuense. L’edificazione moderna inizia nel Primo Novecento nelle forme dei villini, cui seguono nel Dopoguerra caseggiati a maggior densità abitativa. Oggi è possibile individuare nel quartiere tre nuclei principali: Vigna Pia, Santa Silvia e Villa Bonelli, cui corrispondono grossomodo tre chiese parrocchiali: Sacra famiglia, Santa Silvia, Nostra Signora di Valme. I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 29.771 abitanti. |
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Le Cave romane alla ex Purfina di Moena Giovagnoli e Antonello Anappo
La Cava ex Purfina è una cava di età romana, sita in via Belluzzo al Portuense. Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (scheda inventariale presso l’Ente). |
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La Tomba A al Drugstore di Antonello Anappo
Dal drugstore di via Portuense, 313 (oggi chiuso al pubblico) si accede ad un complesso funerario di 5 ambienti, frequentato dal I al IV sec. d.C. La camera A, scavata nel tufo con volta a botte, ha intonaci giallo e porpora, e pavimenti in mosaico bianco e nero, con le rapresentazioni dionisiache di Licurgo inebriato che assale la ninfa Ambrosia e delle fasi della vendemmia. La camera B è un piccolo locale in mattoni con pitture floreali, preceduto da un recinto esterno per le urne cinerarie dei servi. L’ambiente C, di importanza minore, intagliato nel tufo e intonacato di bianco, conservava i resti di un bimbo di 4 anni. La camera D, anch’essa scavata nel tufo e con intonaci giallo e porpora, presenta quattro file di nicchiette, in cui si leggono graffiti i nomi dei defunti. Vi è stato trovato il corredo in oro di una bimba di 10 anni e quattro sarcofagi, uno dei quali rievoca il culto esotico di Helios e Selene, simboli del ciclo giorno-notte. L’ambiente E, di importanza minore, in muro reticolato e blocchetti di tufo, ha al centro una vasca rettangolare profonda 40 cm. Il sito, che in precedenza ospitava gli Stabilimenti Purfina, è stato scoperto nel 1966 durante la costruzione di una palazzina, e studiato a partire dal 1982. I materiali più preziosi sono oggi al Museo nazionale romano.
Il Drugstore (parte della più vasta Necropoli Portuense) è un sito necropolare di età romana, situato in via Portuense, 313, al Portuense. Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (scheda inventariale presso l’Ente). |
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La Tomba B al Drugstore di Antonello Anappo
Pagina in aggiornamento. |
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La Tomba C al Drugstore di Antonello Anappo
Pagina in aggiornamento. |
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La Tomba D al Drugstore di Antonello Anappo
Pagina in aggiornamento. |
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La Tomba E al Drugstore di Antonello Anappo
Pagina in aggiornamento. |
Credits:
On line dal 20/07/2004, 910 letture.