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Lucus Deae Diae

di Antonello Anappo

 

Immagine

 

Immagine n. 1181

 

Titolo: Lucus Deae Diae

Autore: Antonello Anappo

Sezione: Artwork

Genere: Architettura

Anno: 2005

Luogo: Località Catacombe di Generosa, snc. Satellitare 41.839258, 12.43.

Soggetto: Lucus

Il Lucus Deae Diae (o dei Fratres Arvales) è un bosco sacro, dedicato al culto della dea madre (Dea Dia, in seguito identificata con Cerere), posto sotto la protezione di Marte. Al suo interno sorgevano gli edifici sacri dei Sacerdoti Arvali.

Il Lucus era compreso in una più ampia distesa boschiva, la Silva Moesia, originariamente sotto il controllo militare degli Etruschi di Vejo. Macrobio colloca il passaggio sotto l’influenza latina già in epoca arcaica, identificando il Pastore Faustolo, marito di Acca Larentia nutrice di Romolo, con il personaggio etrusco di Tarunzio, leggendario possessore di quelle terre (Saturnalia, I-10). Tito Livio differisce l’incontro etrusco-romano al tempo di Anco Marzio, riferendo che gli Etruschi furono indotti ad evacuare la Selva sotto minaccia armata (“Silva Moesia Vejentibus adempta”, Historiae, I-33). Il Bosco sacro si sviluppava in pendìo (clivus), dall’ansa fluviale di Magliana Vecchia risalendo la collina di Monte delle Piche. La parte rivierasca, chiamata Antelucum, ospitava gli edifici sacri minori e di servizio (Caesareum, Tetrastylum, Balneum, Papiliones e forse il Circo). La parte centrale, intersecata dalla Via Campana, ospitava il grandioso Tempio rotondo di Dia (Aedes deae Diae) e quello più antico di Fors-Fortuna. Infine, vi era un settore d’altura, che si arrampicava con un’organizzazione a terrazze, fino alla sommità della collina, dove si trovava l’Ara sacra dei Lari. La sua conformazione è nota attraverso gli Acta Fratrum Arvalium, di epoca imperiale...

Pubblicazione on line: 16/03/2005

Percorso esteso: http://www.arvaliastoria.it/public/001181.jpg

Note d'uso: Puoi scaricare, esporre e modificare questa immagine senza farne un uso commerciale, indicando l'autore ("Foto di Antonello Anappo, Arvaliastoria.it") e, in caso di opera derivata, devi riportare ai terzi queste stesse condizioni d'uso. Leggi per intero la licenza Creative Commons BY-NC-SA Italia 3.0.

Scheda collegata: 125

Collocazione archivistica:

- Fondo: Archivio Storico Portuense
    - Serie: Fototeca
        - Unità archivistica: Immagini di Lucus
            - Unità documentale: 1181 / Lucus Deae Diae

 

Immagini di Lucus

Questa immagine è contenuta nella cartella Immagini di Lucus.

La cartella contiene altre immagini sullo stesso soggetto.

 

SERIE: Fototeca

L'Archivio Storico Portuense si compone di 3 serie: Schedario (schede inventariali), Biblioteca (testi), Fototeca (immagini). Questo documento si trova nella serie Fototeca.

 

FONDO: Archivio Storico Portuense

Questo documento fa parte dell'Archivio Storico Portuense.

 

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FOTO

Lucus Deae Diae di Antonello Anappo
– altre 38 foto

ARTE

Processione di Arvali, sanguigna su carta cm 15 × 48 di Antonello Anappo

LIBRI

Il Lucus, di Antonello Anappo…
Il Caesareum
Il Balneum
La Basilica Damasiana
Casal Sodini
La Torre e il Villino …
Il Tratto di Via Campa
Storia di Roma Antica
Le memorie degli Arval…
Il Tempio di Dia
Il Tetrastylum

DOCUMENTI

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Titolo: Lucus Deae Diae

Autore: Antonello Anappo

Sezione: Artwork

Genere: Architettura

Anno: 2005

Luogo: Località Catacombe di Generosa, snc. Satellitare 41.839258, 12.43.

Soggetto: Lucus

Il Lucus Deae Diae (o dei Fratres Arvales) è un bosco sacro, dedicato al culto della dea madre (Dea Dia, in seguito identificata con Cerere), posto sotto la protezione di Marte. Al suo interno sorgevano gli edifici sacri dei Sacerdoti Arvali.

Il Lucus era compreso in una più ampia distesa boschiva, la Silva Moesia, originariamente sotto il controllo militare degli Etruschi di Vejo. Macrobio colloca il passaggio sotto l’influenza latina già in epoca arcaica, identificando il Pastore Faustolo, marito di Acca Larentia nutrice di Romolo, con il personaggio etrusco di Tarunzio, leggendario possessore di quelle terre (Saturnalia, I-10). Tito Livio differisce l’incontro etrusco-romano al tempo di Anco Marzio, riferendo che gli Etruschi furono indotti ad evacuare la Selva sotto minaccia armata (“Silva Moesia Vejentibus adempta”, Historiae, I-33). Il Bosco sacro si sviluppava in pendìo (clivus), dall’ansa fluviale di Magliana Vecchia risalendo la collina di Monte delle Piche. La parte rivierasca, chiamata Antelucum, ospitava gli edifici sacri minori e di servizio (Caesareum, Tetrastylum, Balneum, Papiliones e forse il Circo). La parte centrale, intersecata dalla Via Campana, ospitava il grandioso Tempio rotondo di Dia (Aedes deae Diae) e quello più antico di Fors-Fortuna. Infine, vi era un settore d’altura, che si arrampicava con un’organizzazione a terrazze, fino alla sommità della collina, dove si trovava l’Ara sacra dei Lari. La sua conformazione è nota attraverso gli Acta Fratrum Arvalium, di epoca imperiale...

Pubblicazione on line: 16/03/2005

Percorso esteso: http://www.arvaliastoria.it/public/001181.jpg

Note d'uso: Puoi scaricare, esporre e modificare questa immagine senza farne un uso commerciale, indicando l'autore ("Foto di Antonello Anappo, Arvaliastoria.it") e, in caso di opera derivata, devi riportare ai terzi queste stesse condizioni d'uso. Leggi per intero la licenza Creative Commons BY-NC-SA Italia 3.0.

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Collocazione archivistica:

- Fondo: Archivio Storico Portuense
    - Serie: Fototeca
        - Unità archivistica: Immagini di Lucus
            - Unità documentale: 1181 / Lucus Deae Diae

 

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Lucus Deae Diae di Antonello Anappo
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Processione di Arvali, sanguigna su carta cm 15 × 48 di Antonello Anappo

LIBRI

Le memorie degli Arvali alla M…, di Emilio Venditti
Storia di Roma Antica
Il Lucus
Le Balneum des Frères …
Le Catacombe di Genero…
Alle origini del culto…
La Via dei Martiri
Die Stadtpatrone von F…
Il Casale Arvalia
La Stazione Magliana
La Casa del Rosario

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Lucus Deae Diae

di Antonello Anappo

 

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Titolo: Lucus Deae Diae

Autore: Antonello Anappo

Sezione: Artwork

Genere: Architettura

Anno: 2005

Luogo: Località Catacombe di Generosa, snc. Satellitare 41.839258, 12.43.

Soggetto: Lucus

Il Lucus Deae Diae (o dei Fratres Arvales) è un bosco sacro, dedicato al culto della dea madre (Dea Dia, in seguito identificata con Cerere), posto sotto la protezione di Marte. Al suo interno sorgevano gli edifici sacri dei Sacerdoti Arvali.

Il Lucus era compreso in una più ampia distesa boschiva, la Silva Moesia, originariamente sotto il controllo militare degli Etruschi di Vejo. Macrobio colloca il passaggio sotto l’influenza latina già in epoca arcaica, identificando il Pastore Faustolo, marito di Acca Larentia nutrice di Romolo, con il personaggio etrusco di Tarunzio, leggendario possessore di quelle terre (Saturnalia, I-10). Tito Livio differisce l’incontro etrusco-romano al tempo di Anco Marzio, riferendo che gli Etruschi furono indotti ad evacuare la Selva sotto minaccia armata (“Silva Moesia Vejentibus adempta”, Historiae, I-33). Il Bosco sacro si sviluppava in pendìo (clivus), dall’ansa fluviale di Magliana Vecchia risalendo la collina di Monte delle Piche. La parte rivierasca, chiamata Antelucum, ospitava gli edifici sacri minori e di servizio (Caesareum, Tetrastylum, Balneum, Papiliones e forse il Circo). La parte centrale, intersecata dalla Via Campana, ospitava il grandioso Tempio rotondo di Dia (Aedes deae Diae) e quello più antico di Fors-Fortuna. Infine, vi era un settore d’altura, che si arrampicava con un’organizzazione a terrazze, fino alla sommità della collina, dove si trovava l’Ara sacra dei Lari. La sua conformazione è nota attraverso gli Acta Fratrum Arvalium, di epoca imperiale...

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Percorso esteso: http://www.arvaliastoria.it/public/001181.jpg

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    - Serie: Fototeca
        - Unità archivistica: Immagini di Lucus
            - Unità documentale: 1181 / Lucus Deae Diae

 

Immagini di Lucus

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SERIE: Fototeca

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Storia di Roma Antica, di AAVV
Le memorie degli Arval…
Il Lucus
Le Balneum des Frères …
Le Catacombe di Genero…
Alle origini del culto…
La Via dei Martiri
Die Stadtpatrone von F…
Il Casale Arvalia
La Stazione Magliana
La Casa del Rosario

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