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Home    »     Monografie    »     n. 232
Wojtila, elogio del chiasso

di Antonello Anappo (on line dal 15/08/2006, 799 letture)

 

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  L'immagine bonaria di Papa Giovanni Paolo II. Nel 1998 visitò Nostra Signora di Valme.
Foto: Antonello Anappo.

Giovanni Paolo II visita N.S. di Valme il 16 dicembre 96. È la terza domenica d’Avvento, tradizionalmente chiamata “Gaudete” in memoria di un passo di S. Paolo ai Filippesi che esorta a gioire per la vicinanza del Natale.

Le prime parole sono per i più piccoli: “Vi ringrazio per questa accoglienza chiassosa. E grazie a Dio che c’è chiasso, perché è un segno della gioia! Essendo ragazzi siete la gioia incarnata; io vi voglio bene!”.

In chiesa Wojtila scandisce S. Paolo (4,4-5): “Rallegratevi sempre nel Signore! Ve lo ripeto, siate felici! Il Signore è vicino!”. I diaconi leggono Isaia (61,10 “il Signore mi ha rivestito di salvezza”), S. Paolo ai Tessalonicesi (5,16 “Dio vi santifichi fino alla perfezione”) e spiegano le figure di S. Giovanni Battista e S. Elisabetta, preparatori dell’Avvento.

Il discorso ai “carissimi fratelli e sorelle della parrocchia” è un elogio per le opere di evangelizzazione, fin dentro i condomìni. “Sono lieto di celebrare l’eucarestia insieme con voi!”, dice. “Che la buona Novella possa entrare in ogni casa ed aiutare a riscoprire che solo in Cristo c’è salvezza. In Lui è possibile trovare pace interiore, speranza e forza per affrontare ogni giorno le situazioni della vita, anche le più pesanti e difficili".

 

 

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Sommario:

» Wojtila, elogio del ch...
» Portuense
» Le Cave romane alla ex...
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Dossier Dossier

 
Appena aggiunta.
Foto: Antonello Anappo.
 

Portuense

Portuense è la seconda delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV, di cui occupa il versante collinare alla sinistra della Via Portuense, nel tratto tra la Ferrovia Roma-Pisa e il fosso di Papa Leone (oggi interrato).

I confini urbanistici disegnati nel 1977 comprendono solo una parte dell’Area storica portuense, termine con cui si indicano i due lati della Via Portuensis di epoca romana, « ab Janiculo ad mare », cioè dalle pendici del Gianicolo in direzione del mare. Il territorio era allora coperto di distese boschive, e l’impiego del suolo era limitato all’estrazione del tufo (cave di Pozzo Pantaleo) e agli usi funerari (Necropoli Portuense). Dal Rinascimento le Vigne portuensi disegnano un vivace territorio agricolo, solcato dai percorsi di crinale, che sono ancora oggi alla base del sistema viario del quartiere.

Tra Sette e Ottocento le tenute si frammentano (fra le famiglie Jacobini, Gioacchini, Neri e Ceccarelli per citare le maggiori) e sorgono i grandi casali: Villa Jacobini, Casa Petrella, Casa Balzani (in seguito Villa Bonelli) e il Convitto Vigna Pia. Nel 1877 sorge la struttura militare di Forte Portuense. L’edificazione moderna inizia nel Primo Novecento nelle forme dei villini, cui seguono nel Dopoguerra caseggiati a maggior densità abitativa. Oggi è possibile individuare nel quartiere tre nuclei principali: Vigna Pia, Santa Silvia e Villa Bonelli, cui corrispondono grossomodo tre chiese parrocchiali: Sacra famiglia, Santa Silvia, Nostra Signora di Valme.

I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 29.771 abitanti.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Cave romane di via Portuense e via Belluzzo a Vigna Pia (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

Le Cave romane alla ex Purfina

La Cava ex Purfina è una cava di età romana, sita in via Belluzzo al Portuense.

Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (scheda inventariale presso l’Ente).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Tomba A al Drugstore.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Tomba A al Drugstore

Dal drugstore di via Portuense, 313 (oggi chiuso al pubblico) si accede ad un complesso funerario di 5 ambienti, frequentato dal I al IV sec. d.C.

La camera A, scavata nel tufo con volta a botte, ha intonaci giallo e porpora, e pavimenti in mosaico bianco e nero, con le rapresentazioni dionisiache di Licurgo inebriato che assale la ninfa Ambrosia e delle fasi della vendemmia. La camera B è un piccolo locale in mattoni con pitture floreali, preceduto da un recinto esterno per le urne cinerarie dei servi.

L’ambiente C, di importanza minore, intagliato nel tufo e intonacato di bianco, conservava i resti di un bimbo di 4 anni. La camera D, anch’essa scavata nel tufo e con intonaci giallo e porpora, presenta quattro file di nicchiette, in cui si leggono graffiti i nomi dei defunti. Vi è stato trovato il corredo in oro di una bimba di 10 anni e quattro sarcofagi, uno dei quali rievoca il culto esotico di Helios e Selene, simboli del ciclo giorno-notte. L’ambiente E, di importanza minore, in muro reticolato e blocchetti di tufo, ha al centro una vasca rettangolare profonda 40 cm.

Il sito, che in precedenza ospitava gli Stabilimenti Purfina, è stato scoperto nel 1966 durante la costruzione di una palazzina, e studiato a partire dal 1982. I materiali più preziosi sono oggi al Museo nazionale romano.

 

Il Drugstore (parte della più vasta Necropoli Portuense) è un sito necropolare di età romana, situato in via Portuense, 313, al Portuense.

Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (scheda inventariale presso l’Ente).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Tomba B al Drugstore.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Tomba B al Drugstore

In costruzione.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Tomba C al Drugstore (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

La Tomba C al Drugstore

In costruzione.

(Antonello Anappo)