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Scuola Pascoli, primi in igiene

di Antonello Anappo (on line dal 24/07/2007, 572 letture)

 

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  Scuola Pascoli.
Foto: Antonello Anappo.

Correva l'anno 1928. Gli alunni della scuola rurale della Magliana eccellono nella lettura, nel far di conto, ma soprattutto nell’igiene personale, con la quale si proteggono dalle febbri malariche. L'insegnante Fedra Angelelli li iscrive alle gare d’igiene del Governatorato, e, con grande stupore, la sua classe IV si piazza prima su tutta Roma.

Un anno più tardi il Governatore Francesco Boncompagni-Ludovisi decide di scrivere alla maestra della Magliana, e le conferisce lo speciale diploma (su pergamena cm 50 x 34, con firma autografa dello stesso governatore), che potete vedere in foto e che Rivaportuense ha acquisito nella sua Collezione.

Il testo, sormontato da tre corone d’alloro, il fascio littorio e l’epigrafe S.P.Q.R., recita:

“Gare d’Igiene anno scolastico 1927-28. Diploma di I° premio conferito all’insegnante sig.[ra] Angelelli Fedra della classe IV - Scuola Magliana, distintasi nella gara fra le scuole elementari rurali del Governatorato. Dal Campidoglio, il 21 aprile 1929, anno VII. Il Governatore Francesco Boncompagni Ludovisi”.

 

 

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Sommario:

» Scuola Pascoli, primi ...
» La Scuola Pascoli
» L’Asilo nido Fantasia
» Marconi
» La Necropoli Portuense...
» Juliano, bodyguard di ...

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Dossier Dossier

 
Scuola Pascoli.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Scuola Pascoli

La Scuola Pascoli (Palazzina degli Uffici, Portineria, Nursery, Refettorio, alloggi dei dirigenti, poi Scuola) è un edificio scolastico, già fabbrica dismessa, di epoca risorgimentale-unitaria. Fa parte del Complesso storico della Mira Lanza.

Non disponiamo di notizie storiche dettagliate su questo bene. Non  disponiamo di notizie architettoniche/funzionali più dettagliate. Si trova tra Via Pacinotti e via Pierantoni. È visibile da strada. Per visite rivolgersi al dirigente scolastico dell’Istituto. Per saperne di più: Roberto Banchini, Scheda inventariale n. 970903 - Sopr. BBAA e Paesaggio Roma. Catalogo di Sara Isgrò.

(Andrea Di Mario)

 

 

 

 
Casa della madre e del bambino, ex ONMI Opera Nazionale per la Protezione della Maternità e Infanzia (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

L’Asilo nido Fantasia

L’Asilo nido Fantasia (ex ONMI - Opera Nazionale Maternità e Infanzia) è un edificio scolastico edificato nel 1939, sito in via Volpato, 20, a Marconi.

Per quanto noto, la proprietà è pubblica e funzionale; è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Sovrintendenza comunale ai Beni Culturali (scheda inventariale presso l’Ente).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Appena aggiunta.
Foto: Antonello Anappo.
 

Marconi

Marconi è la prima delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV (insieme a Magliana Nuova, Portuense, Corviale, Trullo, Magliana Vecchia e Ponte Galeria), di cui costituisce la parte più vicina al Centro storico.

Le testimonianze archeologiche più antiche sono localizzate alla Ex Mira Lanza, con resti di una postazione commerciale sul Tevere di epoca arcaica. Il popolamento dell’area è compreso tuttavia tra la fine dell’epoca repubblicana (Horti di Cesare) e l’inizio di quella imperiale (Via Portuensis, Villa di Pietra Papa), quando i ceti sociali più deboli di Roma (ma economicamente più vitali: artigiani, portuali, liberti, stranieri) si insediano nella fascia extraurbana a ridosso del Trans Tiberim. In epoca medievale le fonti attestano il ripopolamento agrario (Piana di Pietra Papa) fin dall’anno Mille. Con la costituzione dello Stato unitario nell’area si insediano le prime attività produttive (Mira Lanza, Molini Biondi, Porto fluviale). Nel Dopoguerra inizia l’edificazione in forme intensive, lungo il tridente Oderisi da Gubbio - Viale Marconi - Lungotevere, con origine da Piazzale della Radio.

Il nome del quartiere deriva dalla sua arteria principale (Viale Guglielmo Marconi) che ne attraversa longitudinalmente il territorio da Ponte Marconi al sottopasso di Porta Portese. I confini attuali, determinati nel 1977, comprendono, oltre l’area pianeggiante disegnata dall’ansa fluviale e dalla Ferrovia Roma-Pisa (Pietra Papa), anche la fascia precollinare lungo l’asse di via Quirino Majorana (Ex Purfina e Nuovo Trastevere).

I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 35.111 abitanti.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Necropoli Portuense (immagine aerea - cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

La Necropoli Portuense

La Necropoli Portuense è un’area cimiteriale di età romana, situata sui due lati della Via Portuensis. Di essa, il tratto più consistente, è quello emerso in località Pozzo Pantaleo, presso via Quirino Majorana.

Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Necropoli Portuense.
Foto: Antonello Anappo.
 

Juliano, bodyguard di Caligola

Una lastrina funeraria della Necropoli portuense (Museo naz. romano, sala VIII, inv. 622.84) racconta la storia dello schiavo Romano Juliano.

Juliano apparteneva al corpo dei Germani, barbari dalla forza erculea catturati da Caligola durante l’offensiva del 39 d.C. in Batavia (Olanda), e da allora suoi devoti “corpores custodes”, guardie del corpo. A differenza dei Pretoriani - milizia pubblica con la stessa funzione - i Germani erano però incorruttibili, e il folle e sanguinario Caligola se ne fidava ciecamente.

Ne avrebbe avuto ottimi motivi. Dal 31 agosto del 40 Caligola rientra a Roma, e gli attentati si ripetono, e tutti falliscono. Il compito dei Germani si fa proibitivoo. Finché un giorno, il 24 gennaio 41, arriva l’appuntamento col destino: lasciata l’arena dei Ludi palatini, l’Imperatore è pugnalato dai tribuni Cherea e Sabino, mentre il tribuno Lupo stermina la famiglia imperiale, deciso a riconsegnare l’autorità nelle mani del Senato.

I Germani rispondono uccidendo sul momento i congiurati Asprenate, Norbano e Anteio e compiono arresti. Ma la congiura ha sostenitori ovunque: il medico Alcione, accorso al capezzale di Caligola morente, fa scappare gli arrestati; a liberare altri prigionieri ci pensa Arrecino, prefetto del Pretorio. I Senatori intanto votano l’incriminazione postuma di Caligola: il colpo di stato si consuma.

Claudio, lo zio di Caligola, si oppone con una serie di mosse ben congegnate: compra l’appoggio dei Pretoriani che fa marciare verso il Senato, e si assicura il sostegno della plebe, che circonda Palazzo senatorio acclamando Claudio nuovo imperatore. Non c’è bisogno dell’azione di forza: i Patres comprendono il fallimento e sconfessano precipitosamente la congiura, incriminando Cherea e Lupo.

Il nuovo imperatore Claudio conferma i Germani nel ruolo di guardia d’élite. L’epigrafe di Juliano recita orgogliosamente: ROMANO IULIANO / CORPORE CUSTOS / CAESERIS (bodyguard dell’Imperatore). La dedica è della compagna Fausta Iulia.

(Antonello Anappo)