Magliana Nuova
di AA.VV. (a cura di Antonello Anappo)
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In questa monografia: A pag. 1: La Copertina. Pagine 2 e 3: Magliana Nuova - Appunti di viaggio (scheda tecnica). Pagine 4 e 5: Il reportage fotografico. Pagine da 6 a 15: Arvalia - I 7 quartieri di Arvalia - Il Tevere - Marconi - Portuense - Trullo - Magliana Vecchia - Corviale - Ponte Galeria - Vicus Alexandri - Pag. 16: La IV di Copertina. |
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Magliana Nuova di Antonello Anappo
Magliana Nuova è la terza delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV, compresa entro l’Ansa fluviale di Pian Due Torri, fino alla Ferrovia Roma-Pisa. Ad essa è comunemente associata anche una striscia di territorio intorno alla chiesina medievale di Santa Passera. Proprio qui si concentra il primo popolamento, in epoca romana, con comunità di lavoratori egiziani (gli Alessandrini) impiegati nel porto fluviale di Vicus Alexandri. Il resto della piana non è popolato, perché coperto da un nemus (una fascia boschiva consacrata) e in parte acquitrinoso e insalubre. Dal Cinque-Seicento le confraternite del Gonfalone e del Sancta Santorum iniziano una difficile ricolonizzazione agraria, condizionata dalle cicliche inondazioni. Il reddito maggiore, comunque, è offerto dalla coppia di torri doganiere (le Due Torri), che impongono il dazio alle merci in risalita del Tevere. La storia moderna del quartiere inizia nel 1926, con la costruzione dell’Argine e la bonifica integrale. Il piano regolatore del 1954 mette le basi per l’urbanizzazione intensiva, fissando l’obbligo di reinterrare la piana di 8 metri fino alla quota dell’Argine, per prevenire le inondazioni. Da questa prescrizione, rimasta disattesa, e dalla convulsa fase edilizia che è seguita negli anni Settanta, è derivato un periodo di aspre lotte sociali - per l’ottenimento di servizi essenziali e locazioni a canoni equi - noto come lotta per la casa. Da allora sono arrivate significative conquiste, ma la piena riqualificazione della Magliana è una pagina ancora non del tutto scritta. Nel quartiere vi sono due chiese parrocchiali: San Gregorio Magno e la recente Santo Volto. I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 26.038 abitanti. |
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Arvalia di Antonello Anappo
Arvalia è la quindicesima suddivisione amministrativa del Comune di Roma, posta a sud-ovest del centro città lungo la riva destra del Tevere. È assai difficile fissare una data iniziale, nella storia del territorio. I grandi mammiferi del Pleistocene, concentrati nella Piana di Ponte Galeria, attirano una precoce presenza dell’Homo sapiens; tuttavia i primi insediamenti stanziali risalgono solo all’Età del bronzo. Dal X sec. a.C. si assiste allo scontro tra Fenici, Greci ed Etruschi di Vejo per il controllo della rotta commerciale del Tevere e delle sue Saline. La tradizione colloca l’incontro con i Latini nell’VIII sec. a.C., con il matrimonio fra Tarun/Faustolo (etrusco) e Acca Larentia (latina), leggendaria nutrice di Romolo e dei suoi 11 fratelli, i Fratres Arvales, ai quali la più antica religiosità romana attribuisce il ruolo di propiziare raccolti generosi. Da allora la fascia a sud dell’Urbe (il Suburbium) è legata nei destini alla Capitale dello Stato Romano (poi degli Stati della Chiesa e dello Stato unitario italiano). La moderna circoscrizione si costituisce nel 1966, assumendo dal 1972 i confini attuali: a est e a sud il corso del Tevere, a ovest l’Autostrada Roma-Civitavecchia, a nord la Via Portuense, via del Casaletto, via della Pisana e strade minori, su una superficie di circa 71 km quadrati. Dal 2001 la circoscrizione diventa municipio e dal 2004 assume il nome di Municipio XV Arvalia-Portuense. Il territorio è oggi suddiviso in sette zone urbanistiche: Marconi, Magliana Nuova, Portuense, Corviale, Trullo, Magliana Vecchia e Ponte Galeria. La popolazione, al 31 dicembre 2008, è di 150.876 abitanti, con una densità di 2129 abitati/kmq. La sede municipale è Villa Bonelli. |
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I 7 quartieri di Arvalia di Antonello Anappo
Nulla è difficile come tracciare un confine. Ma, poiché agli archivi servono le classificazioni, abbiamo dovuto scegliere uno tra i due modelli di suddivisione toponomastica di Roma disponibili: quello Sainjust-Nathan del 1909 in rioni, quartieri e suburbi, e quello del 1977 in circoscrizioni e zone. Abbiamo scelto per quest’ultimo - il più recente e vicino alla percezione dei cittadini - che si basa sulla partizione della Capitale in 19 circoscrizioni (oggi municipi), e ciascun municipio in zone urbanistiche omogenee, dette comunemente quartieri (sebbene il termine sia improprio). Nel XV Municipio i quartieri sono: Marconi (A), Portuense (B), Magliana Nuova (C), Trullo (D), Magliana Vecchia (E), Corviale (F) e Ponte Galeria (G). Magliana Nuova è detta anche Pian Due Torri, e in questo caso Magliana Vecchia è detta solo Magliana, senza attributi. Il modello utilizza confini razionali e storici (naturali come corsi d’acqua e linee di crinale o artificiali come la Via Portuense, la ferrovia, il GRA). In alcuni casi sono state forzate le estensioni storiche, ad esempio con l’inclusione di Borgata Magliana nel Trullo e Santa Passera nel Portuense. Più complicato è il caso delle nuove centralità urbane, sorte dopo il 1977, di cui il modello non tiene conto, come Muratella, Piana del Sole, ecc. Esse si trovano ancora classificate nei due grandi contenitori esterni di Magliana Vecchia e Ponte Galeria. Ce ne scusiamo in anticipo con i lettori. |
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Il Tevere di Antonello Anappo
Il fiume Tevere è il maggior corso d’acqua dell’Italia centrale. Nasce in Romagna sul Monte Fumaiolo, a 1268 m sul livello del mare, e, dopo un percorso di 403 km tra Toscana, Umbria e Lazio, si getta nel Mar Tirreno. A Roma scorre a quota +15/20 m slm, in una valle delimitata ad ovest dalla Dorsale Monte Mario-Monte Piche (+139 slm a Monte Mario, +60 slm al Monte delle Piche), e ad est dai tradizionali Sette colli di Roma (+40/50 slm) e dall’Altopiano Casilino (+50/60 slm). Il Tevere è alimentato da due sorgenti stabili: il Peschiera e le Acque Marce. Tuttavia, a causa dell’impermeabilità dell’alveo, gli apporti maggiori provengono da tre suoi affluenti: il Paglia, la Nera e l’Aniene, che ne determinano il carattere stagionale e torrentizio, ben descritto dal poeta Virgilio con le parole: « Tevere, fiume vorticoso e quieto insieme ». Negli ultimi 30 anni la portata media (misurata dal Servizio idrografico a partire dal 1921 in 232 metri cubi al secondo) è diminuita e si è fatta più regolare, per via della captazione di acqua potabile e delle dighe. I valori massimi si registrano a febbraio; i minimi ad agosto. Il livello del pelo d’acqua (misurato dall’Idrometro di Ripetta fin dal 1704) si classifica in quattro livelli: magra (inferiore a 5 m), ordinario (5-7), intumescenza (7-10) e piena (10-13). Nella sua storia il Tevere ha registrato, per circa quaranta volte, stati di piena straordinaria (13-16 m) o eccezionale (oltre). |
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Marconi di Antonello Anappo
Marconi è la prima delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV (insieme a Magliana Nuova, Portuense, Corviale, Trullo, Magliana Vecchia e Ponte Galeria), di cui costituisce la parte più vicina al Centro storico. Le testimonianze archeologiche più antiche sono localizzate alla Ex Mira Lanza, con resti di una postazione commerciale sul Tevere di epoca arcaica. Il popolamento dell’area è compreso tuttavia tra la fine dell’epoca repubblicana (Horti di Cesare) e l’inizio di quella imperiale (Via Portuensis, Villa di Pietra Papa), quando i ceti sociali più deboli di Roma (ma economicamente più vitali: artigiani, portuali, liberti, stranieri) si insediano nella fascia extraurbana a ridosso del Trans Tiberim. In epoca medievale le fonti attestano il ripopolamento agrario (Piana di Pietra Papa) fin dall’anno Mille. Con la costituzione dello Stato unitario nell’area si insediano le prime attività produttive (Mira Lanza, Molini Biondi, Porto fluviale). Nel Dopoguerra inizia l’edificazione in forme intensive, lungo il tridente Oderisi da Gubbio - Viale Marconi - Lungotevere, con origine da Piazzale della Radio. Il nome del quartiere deriva dalla sua arteria principale (Viale Guglielmo Marconi) che ne attraversa longitudinalmente il territorio da Ponte Marconi al sottopasso di Porta Portese. I confini attuali, determinati nel 1977, comprendono, oltre l’area pianeggiante disegnata dall’ansa fluviale e dalla Ferrovia Roma-Pisa (Pietra Papa), anche la fascia precollinare lungo l’asse di via Quirino Majorana (Ex Purfina e Nuovo Trastevere). I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 35.111 abitanti. |
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Portuense di Antonello Anappo
Portuense è la seconda delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV, di cui occupa il versante collinare alla sinistra della Via Portuense, nel tratto tra la Ferrovia Roma-Pisa e il fosso di Papa Leone (oggi interrato). I confini urbanistici disegnati nel 1977 comprendono solo una parte dell’Area storica portuense, termine con cui si indicano i due lati della Via Portuensis di epoca romana, « ab Janiculo ad mare », cioè dalle pendici del Gianicolo in direzione del mare. Il territorio era allora coperto di distese boschive, e l’impiego del suolo era limitato all’estrazione del tufo (cave di Pozzo Pantaleo) e agli usi funerari (Necropoli Portuense). Dal Rinascimento le Vigne portuensi disegnano un vivace territorio agricolo, solcato dai percorsi di crinale, che sono ancora oggi alla base del sistema viario del quartiere. Tra Sette e Ottocento le tenute si frammentano (fra le famiglie Jacobini, Gioacchini, Neri e Ceccarelli per citare le maggiori) e sorgono i grandi casali: Villa Jacobini, Casa Petrella, Casa Balzani (in seguito Villa Bonelli) e il Convitto Vigna Pia. Nel 1877 sorge la struttura militare di Forte Portuense. L’edificazione moderna inizia nel Primo Novecento nelle forme dei villini, cui seguono nel Dopoguerra caseggiati a maggior densità abitativa. Oggi è possibile individuare nel quartiere tre nuclei principali: Vigna Pia, Santa Silvia e Villa Bonelli, cui corrispondono grossomodo tre chiese parrocchiali: Sacra famiglia, Santa Silvia, Nostra Signora di Valme. I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 29.771 abitanti. |
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Trullo di Antonello Anappo
Il Trullo è il quarto dei sette quadranti urbani che compongono il Municipio XV, denominato 15D. I confini sono dati dal Tevere (sud), dal fosso della Magliana (ovest), dalla Via Portuense (nord) e dal fosso prosciugato di Papa Leone, oggi percorso da viale Isacco Newton (est). Al suo interno si distinguono quattro aree storiche: la Borgata Trullo (Valle di Affogalasino e vicine alture del Trullo, Monte delle Capre e Monte delle Piche); la Piana di Affogalasino (golena fluviale); le Vigne (nell’interno) e la Borgata Magliana (sul fianco sud del Monte delle Piche). Quest’ultima area è comunemente associata al quadrante della Magliana Vecchia. Il quartiere prende il nome dal Trullo dei Massimi, sepolcro romano a tumulo lungo la riva del Tevere. La denominazione compare già nelle carte medievali, ma è dal Settecento che si verifica un popolamento diffuso, con la nascita delle efficienti tenute fondiarie degli Jacobini, Gioacchini, Neri, Bianchi e altre. Nel 1939 inizia l’edificazione in forme razionaliste della Borgata Costanzo Ciano, cui segue nel Dopoguerra l’edificazione intensiva e spontanea. L’area comprende due chiese parrocchiali (San Raffaele e Martiri Portuensi). Tra i beni culturali si annoverano la Torre Righetti e il Cimitero della Parrocchietta. Parte del territorio è incluso nella Valle dei Casali. Vi risiedono 28.372 abitanti (dicembre 2009). |
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Magliana Vecchia di Antonello Anappo
La Magliana Vecchia è il quinto quadrante urbano del Municipio XV, il più esterno fra quelli compresi nel Grande Raccordo Anulare. Il GRA ne costituisce il confine ovest, insieme con il Tevere a sud, via della Pisana a nord e il fosso della Magliana ad est. La Magliana Vecchia si articola in tre settori: la piana golenale di Parco dei Medici, l’area collinare della Muratella e quella più interna ed estesa della Tenuta Somaini (Casa Mattei). Comunemente è percepita come Magliana Vecchia anche l’area intorno alla Stazione Magliana e Colle del Sole (Borgata Magliana), che ricade invece nel quadrante del Trullo. Il nome della Magliana compare per la prima volta in un documento del 1018. L’etimologia è controversa: taluni la fanno derivare da una Gens Manlia latina, altri dall’ipotetico avamposto etrusco di Allias, altri ancora dalla consuetudine di denominare Molleus (molle) i punti di guado sul Tevere. Il primo popolamento avviene comunque già in epoca arcaica ed il ripopolamento medievale è precoce. Nel Rinascimento avviene la grande fioritura intorno al Castello della Magliana, con l’attiguo parco di Papa Leone Medici. Le urbanizzazioni recenti iniziano ai primi del Novecento alla Borgata Magliana, cui segue negli Anni Trenta il borgo rurale di Somaini. Negli Anni Settanta nasce il polo terziario di Parco dei Medici; è oggi in corso una nuova edificazione alla Muratella. È presente un unico edificio di culto, la Madonna di Pompei. Gran parte del territorio è occupato dalla riserva Tenuta dei Massimi. I dati comunali del dicembre 2009 parlano di 4.237 residenti (senza Borgata Magliana e nuove urbanizzazioni). |
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Corviale di Antonello Anappo
Corviale è la sesta delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV, estesa lungo la destra della Via Portuense, fra via del Casaletto e il fosso della Magliana. Le modeste testimonianze archeologiche (tomba arcaica di Poggio verde, villa romana all’Infernaccio) indicano come in epoca romana il territorio fosse coperto di selve, solcate solo nel I sec. d.C. dalla Via Portuensis. La situazione rimane invariata fino al 1527, quando la famiglia Mattei tenta una colonizzazione agraria intorno alla torre doganale al confine fra le diocesi di Roma e Porto (Casetta Mattei). Nel 1802 Pio VII avvia una nuova colonizzazione, anch’essa senza esito. Il nuovo proprietario, l’Ospedale Santo Spirito, fraziona il territorio in contee (piccole tenute), alcune delle quali destinate alla prosperità, altre al fallimento, altre all’urbanizzazione. La storia recente inizia nel 1972, con la progettazione del Complesso IACP Nuovo Corviale, dell’architetto Mario Fiorentino, ispirato alle unités d’habitation di Le Corbusier. Fin dalle prime assegnazioni e occupazioni le parti destinate a servizi rimangono incompiute, lasciando il posto al degrado e a un lungo difficile recupero. Il dibattito su come reinventare Corviale è ancora aperto. Risiedono nel quartiere, al 31 dicembre 2009, 14.044 abitanti. Vi sono due chiese parrocchiali. Il territorio retrostante è dal 1996 costituito nella riserva naturale Tenuta dei Massimi. |
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Ponte Galeria di Antonello Anappo
Ponte Galeria è il settimo quadrante del Municipio XV, il più periferico (tutto al di fuori del Raccordo Anulare) ed esteso (da solo è grande come gli altri sei messi insieme). I confini sono il Raccordo a est, il Tevere a sud, L’Autostrada per Civitavecchia a ovest e l’asse viario della Pisana a nord. L’Agro Romano abbraccia cinque frazioni. La principale è la frazione omonima, Ponte Galeria, a ridosso della quale sta sorgendo l’edificazione residenziale e terziaria della Fiera di Roma. Le altre quattro sono: Piana del Sole (al confine con Fiumicino), La Pisana (al bivio di Monte Stallonara), Fontignani (al crocicchio di Malagrotta) e Spallette (su Via Portuense). La presenza umana è attestata già dal Paleolitico. Gli Etruschi controllano il corso d’acqua chiamato Careia (Rio Galeria, da cui deriva il nome di Galeria) e i Romani vi lasciano presenze considerevoli (ponte, acquedotto, strada e necropoli). Nell’VIII sec. Papa Adriano vi edifica la sua domusculta (una masseria fortificata), trasformata da Gregorio IV in un castello, oggi perduto. L’edificazione moderna inizia sotto il Fascismo, con l’insediamento della grande Vetreria e dello snodo ferroviario, portando con sé l’imponente bonifica fondiaria. L’area comprende la chiesa parrocchiale di Santa Maria. Da segnalare i complessi della Regione Lazio e la Città dei Ragazzi. Vi risiedono 6905 abitanti (dicembre 2009). |
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Vicus Alexandri di Antonello Anappo
Pagina in aggiornamento. |
Credits:
On line dal 22/01/2002, 1741 letture.