La Tenuta della Magliana
di AA.VV. (a cura di Antonello Anappo)
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In questa monografia: A pag. 1: La Copertina. Pagine 2 e 3: La Tenuta della Magliana - Appunti di viaggio (scheda tecnica). Pagine 4 e 5: Il reportage fotografico. Pagine da 6 a 15: Flora, dea della natura in fermento - Il Tempio della dea Fortuna al VI miglio - I Papiliones - Il Circo degli Arvali - Le Catacombe di Generosa - L’Arcosolio di Generosa - La Camera all’etrusca - La Croce in acciaio - Il Casale delle Catacombe di Generosa - La Stazione Magliana - Pag. 16: La IV di Copertina. |
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La Tenuta della Magliana di Antonello Anappo
Il Fundus Manlianus è una proprietà ecclesiastica medievale, estesa in Riva destra dalla Magliana al mare (fino a Torre Palidoro). Il nucleo edilizio più antico è composto dalla Chiesina rurale di San Giovanni e dal Palatium Sancti Johanni, oggi inglobati nel Castello della Magliana, non più riconoscibili. La chiesina è attestata dal 1081, anche se la devozione affonda in epoca altomedievale o forse paleocristiana. Anche qui infatti, come a Santa Passera, esistevano darsene romane e un insediamento rivierasco, che lasciano supporre l’esistenza di un proprio culto. Dal Millecento è attestato anche il Palatium, manufatto rurale con funzione di centro civile della tenuta. Ospitava una cappella dedicata a S. Giovanni, particolare che lascia intendere che all’epoca la chiesina rurale fosse già in rovina. Dal Duecento al culto di San Giovanni si affianca quello di Santa Cecilia, tanto che la campagna circostante nel Quattrocento è identificata con il toponimo “Casale Sanctae Ceciliae”. Nel 1471 il cardinal Riario inizia la trasformazione del casale in villa, e poi in castello. La villa aveva una fitta rete di vedette: Due torri, Maglianella, Torre del Vescovo (Casetta Mattei), Casal Saracino e Campo Merlo. |
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Flora, dea della natura in fermento di Antonello Anappo
Dea dei fiori e della vegetazione, Flora presiedeva al risveglio primaverile e, in senso ampio, a tutto ciò che sboccia: la gioventù, i sensi amorosi, lebelle speranze. Aveva un carattere gioioso cui univa scansonata malizia. La sua festa annuale (il 28 aprile, i “floralia”) si svolgeva all’insegna della liberazione dai rigori invernali: a tutti erano consentite piccanti eccezioni alla morale comune e i giovani si inghirlandavano con fiori senza timore di apparire vanitosi, scambiandosi petali e corone, o anche fave, piselli e lupini. La celebrazione culminava in danze licenziose. L’iconografia rappresenta Flora come una fanciulla dal colorito vivo e lineamenti della freschezza di un fiore. Celebre è la sua rappresentazione nella “Primavera” del Botticelli, accanto allo sposo Zefiro, dio del vento. Su Flora abbondano gli aneddoti maliziosi. Si narra che Zefiro acconsentì a sposarla per riparare ad un raptus di bramosia. Ancora, si attribuisce alla dea un magico bocciolo che portava alla gravidanza senza l’intervento maschile. Ne avrebbe fatto uso Giunone per concepire Marte, allorché, stufa dei continui tradimenti di Giove, si decise a negargli i doveri coniugali. Flora aveva a Roma due templi: uno al Quirinale e uno al Circo massimo. |
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Il Tempio della dea Fortuna al VI miglio di Antonello Anappo
In costruzione. |
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I Papiliones di Antonello Anappo
In costruzione. |
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Il Circo degli Arvali di Antonello Anappo
In costruzione. |
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Le Catacombe di Generosa di Antonello Anappo
Le Catacombe di Generosa sono una cava (reimpiegata come luogo di sepoltura cristiano) del IV sec., sita nella via omonima, di fronte al civico 48, alla Magliana vecchia. Per quanto noto, la proprietà è di ente ecclesiasico e di interesse archeologico; è visitabile, non è visibile da strada (è al di sotto del piano stradale). È stata studiata dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra (scheda inventariale presso l’Ente). |
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L’Arcosolio di Generosa di Antonello Anappo
In costruzione. |
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La Camera all’etrusca di Antonello Anappo
In costruzione. |
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La Croce in acciaio di Antonello Anappo
In costruzione. |
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Il Casale delle Catacombe di Generosa di Antonello Anappo
Il Casale Arvalia (o del Municipio o di Generosa) è un edificio rurale dell’Ottocento, sito in via delle Catacombe di Generosa, 43, alla Magliana vecchia. Per quanto noto, la proprietà è pubblica e funzionale (restauri recenti); è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale 00700745A, Sacchi G. - cat. Giampaoli-Fracasso). |
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La Stazione Magliana di Antonello Anappo
In costruzione. |
Credits:
On line dal 29/06/2004, 1082 letture.