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La piena del dicembre 2005

di Antonello Anappo (on line dal 17/06/2003, 1011 letture)

 

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  Ponte della Magliana (anno 2005).
Foto: Antonello Anappo.

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Sommario:

» La piena del dicembre ...
» Il Tevere
» Arvalia
» Marconi
» Juliano, bodyguard di ...
» La Necropoli Portuense...

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Dossier Dossier

 
Tratto di fiume Tevere tra i ponti dell’Industria e di Mezzocammino (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

Il Tevere

Il fiume Tevere è il maggior corso d’acqua dell’Italia centrale. Nasce in Romagna sul Monte Fumaiolo, a 1268 m sul livello del mare, e, dopo un percorso di 403 km tra Toscana, Umbria e Lazio, si getta nel Mar Tirreno. A Roma scorre a quota +15/20 m slm, in una valle delimitata ad ovest dalla Dorsale Monte Mario-Monte Piche (+139 slm a Monte Mario, +60 slm al Monte delle Piche), e ad est dai tradizionali Sette colli di Roma (+40/50 slm) e dall’Altopiano Casilino (+50/60 slm).

Il Tevere è alimentato da due sorgenti stabili: il Peschiera e le Acque Marce. Tuttavia, a causa dell’impermeabilità dell’alveo, gli apporti maggiori provengono da tre suoi affluenti: il Paglia, la Nera e l’Aniene, che ne determinano il carattere stagionale e torrentizio, ben descritto dal poeta Virgilio con le parole: « Tevere, fiume vorticoso e quieto insieme ».

Negli ultimi 30 anni la portata media (misurata dal Servizio idrografico a partire dal 1921 in 232 metri cubi al secondo) è diminuita e si è fatta più regolare, per via della captazione di acqua potabile e delle dighe. I valori massimi si registrano a febbraio; i minimi ad agosto.

Il livello del pelo d’acqua (misurato dall’Idrometro di Ripetta fin dal 1704) si classifica in quattro livelli: magra (inferiore a 5 m), ordinario (5-7), intumescenza (7-10) e piena (10-13). Nella sua storia il Tevere ha registrato, per circa quaranta volte, stati di piena straordinaria (13-16 m) o eccezionale (oltre).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Appena aggiunta.
Foto: Antonello Anappo.
 

Arvalia

Arvalia è la quindicesima suddivisione amministrativa del Comune di Roma, posta a sud-ovest del centro città lungo la riva destra del Tevere.

È assai difficile fissare una data iniziale, nella storia del territorio. I grandi mammiferi del Pleistocene, concentrati nella Piana di Ponte Galeria, attirano una precoce presenza dell’Homo sapiens; tuttavia i primi insediamenti stanziali risalgono solo all’Età del bronzo. Dal X sec. a.C. si assiste allo scontro tra Fenici, Greci ed Etruschi di Vejo per il controllo della rotta commerciale del Tevere e delle sue Saline. La tradizione colloca l’incontro con i Latini nell’VIII sec. a.C., con il matrimonio fra Tarun/Faustolo (etrusco) e Acca Larentia (latina), leggendaria nutrice di Romolo e dei suoi 11 fratelli, i Fratres Arvales, ai quali la più antica religiosità romana attribuisce il ruolo di propiziare raccolti generosi. Da allora la fascia a sud dell’Urbe (il Suburbium) è legata nei destini alla Capitale dello Stato Romano (poi degli Stati della Chiesa e dello Stato unitario italiano).

La moderna circoscrizione si costituisce nel 1966, assumendo dal 1972 i confini attuali: a est e a sud il corso del Tevere, a ovest l’Autostrada Roma-Civitavecchia, a nord la Via Portuense, via del Casaletto, via della Pisana e strade minori, su una superficie di circa 71 km quadrati. Dal 2001 la circoscrizione diventa municipio e dal 2004 assume il nome di Municipio XV Arvalia-Portuense.

Il territorio è oggi suddiviso in sette zone urbanistiche: Marconi, Magliana Nuova, Portuense, Corviale, Trullo, Magliana Vecchia e Ponte Galeria. La popolazione, al 31 dicembre 2008, è di 150.876 abitanti, con una densità di 2129 abitati/kmq. La sede municipale è Villa Bonelli.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Appena aggiunta.
Foto: Antonello Anappo.
 

Marconi

Marconi è la prima delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV (insieme a Magliana Nuova, Portuense, Corviale, Trullo, Magliana Vecchia e Ponte Galeria), di cui costituisce la parte più vicina al Centro storico.

Le testimonianze archeologiche più antiche sono localizzate alla Ex Mira Lanza, con resti di una postazione commerciale sul Tevere di epoca arcaica. Il popolamento dell’area è compreso tuttavia tra la fine dell’epoca repubblicana (Horti di Cesare) e l’inizio di quella imperiale (Via Portuensis, Villa di Pietra Papa), quando i ceti sociali più deboli di Roma (ma economicamente più vitali: artigiani, portuali, liberti, stranieri) si insediano nella fascia extraurbana a ridosso del Trans Tiberim. In epoca medievale le fonti attestano il ripopolamento agrario (Piana di Pietra Papa) fin dall’anno Mille. Con la costituzione dello Stato unitario nell’area si insediano le prime attività produttive (Mira Lanza, Molini Biondi, Porto fluviale). Nel Dopoguerra inizia l’edificazione in forme intensive, lungo il tridente Oderisi da Gubbio - Viale Marconi - Lungotevere, con origine da Piazzale della Radio.

Il nome del quartiere deriva dalla sua arteria principale (Viale Guglielmo Marconi) che ne attraversa longitudinalmente il territorio da Ponte Marconi al sottopasso di Porta Portese. I confini attuali, determinati nel 1977, comprendono, oltre l’area pianeggiante disegnata dall’ansa fluviale e dalla Ferrovia Roma-Pisa (Pietra Papa), anche la fascia precollinare lungo l’asse di via Quirino Majorana (Ex Purfina e Nuovo Trastevere).

I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 35.111 abitanti.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Necropoli Portuense.
Foto: Antonello Anappo.
 

Juliano, bodyguard di Caligola

Una lastrina funeraria della Necropoli portuense (Museo naz. romano, sala VIII, inv. 622.84) racconta la storia dello schiavo Romano Juliano.

Juliano apparteneva al corpo dei Germani, barbari dalla forza erculea catturati da Caligola durante l’offensiva del 39 d.C. in Batavia (Olanda), e da allora suoi devoti “corpores custodes”, guardie del corpo. A differenza dei Pretoriani - milizia pubblica con la stessa funzione - i Germani erano però incorruttibili, e il folle e sanguinario Caligola se ne fidava ciecamente.

Ne avrebbe avuto ottimi motivi. Dal 31 agosto del 40 Caligola rientra a Roma, e gli attentati si ripetono, e tutti falliscono. Il compito dei Germani si fa proibitivoo. Finché un giorno, il 24 gennaio 41, arriva l’appuntamento col destino: lasciata l’arena dei Ludi palatini, l’Imperatore è pugnalato dai tribuni Cherea e Sabino, mentre il tribuno Lupo stermina la famiglia imperiale, deciso a riconsegnare l’autorità nelle mani del Senato.

I Germani rispondono uccidendo sul momento i congiurati Asprenate, Norbano e Anteio e compiono arresti. Ma la congiura ha sostenitori ovunque: il medico Alcione, accorso al capezzale di Caligola morente, fa scappare gli arrestati; a liberare altri prigionieri ci pensa Arrecino, prefetto del Pretorio. I Senatori intanto votano l’incriminazione postuma di Caligola: il colpo di stato si consuma.

Claudio, lo zio di Caligola, si oppone con una serie di mosse ben congegnate: compra l’appoggio dei Pretoriani che fa marciare verso il Senato, e si assicura il sostegno della plebe, che circonda Palazzo senatorio acclamando Claudio nuovo imperatore. Non c’è bisogno dell’azione di forza: i Patres comprendono il fallimento e sconfessano precipitosamente la congiura, incriminando Cherea e Lupo.

Il nuovo imperatore Claudio conferma i Germani nel ruolo di guardia d’élite. L’epigrafe di Juliano recita orgogliosamente: ROMANO IULIANO / CORPORE CUSTOS / CAESERIS (bodyguard dell’Imperatore). La dedica è della compagna Fausta Iulia.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Necropoli Portuense (immagine aerea - cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

La Necropoli Portuense

La Necropoli Portuense è un’area cimiteriale di età romana, situata sui due lati della Via Portuensis. Di essa, il tratto più consistente, è quello emerso in località Pozzo Pantaleo, presso via Quirino Majorana.

Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma.

(Antonello Anappo)