La Garitta monumentale
di AA.VV. (a cura di Antonello Anappo)
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In questa monografia: A pag. 1: La Copertina. Pagine 2 e 3: La Garitta monumentale - Appunti di viaggio (scheda tecnica). Pagine 4 e 5: Il reportage fotografico. Pagine da 6 a 15: Depretis e l’orribile 1876 - La Tomba B al Drugstore - La Tomba C al Drugstore - La Tomba D al Drugstore - La Tomba E al Drugstore - Il Recinto al Drugstore - La Sacra Famiglia - Nostra Signora del Sacro Cuore - Il Portale Forlanini - I coniugi Monaco, eroi partigiani - Pag. 16: La IV di Copertina. |
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La Garitta monumentale di Antonello Anappo
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Depretis e l’orribile 1876 di Antonello Anappo
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La Tomba B al Drugstore di Antonello Anappo
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La Tomba C al Drugstore di Antonello Anappo
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La Tomba D al Drugstore di Antonello Anappo
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La Tomba E al Drugstore di Antonello Anappo
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Il Recinto al Drugstore di Antonello Anappo
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La Sacra Famiglia di Antonello Anappo
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Nostra Signora del Sacro Cuore di Antonello Anappo
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Il Portale Forlanini di Antonello Anappo
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I coniugi Monaco, eroi partigiani di Antonello Anappo
Alfredo Monaco, medico di campagna al Portuense, è con sua moglie Marcella tra gli animatori del PSI clandestino a Roma, nei giorni terribili dell’Occupazione nazista. Studente in medicina, Alfredo conosce Marcella nel 1935. “Avevo 17 anni, facevo la seconda liceo - racconta la moglie in Roma città prigioniera di Cesare De Simone -. Scoprimmo di avere le stesse idee. Abbiamo fatto insieme scelte gravi che capivamo pericolose ma imprescindibili: non potevamo sopportare la soppressione della libertà fatta dal fascismo; potevamo forse dare un contributo al ripristinarsi della democrazia”. Divenuto dottore, Alfredo è assegnato al tubercolosario Forlanini. Al Portuense, con la guerra, si perde l’uso del denaro. Racconta Marcella: “Dai clienti di campagna non si faceva più pagare; chiedeva in cambio quello che avevano, e cioè farina, uova, carne”. Rimasto senza casa, Alfredo accetta un secondo incarico: medico di notte al Carcere di Regina Coeli, con il beneficio di un appartamento che dà proprio sul cortile del carcere. Nell’estate 1943 Alfredo ha ormai 32 anni, Marcella 25. Hanno due bambini: Giorgio di 2 anni e il lattante Fabrizio. I Monaco hanno stretto amicizia con il giurista Giuliano Vassalli (28 anni) ed il magistrato Mario Fioretti (sarà ucciso il 4 dicembre 1943). Quando il 25 agosto Vassalli ricostituisce in clandestinità il Partito socialista, i Monaco vi aderiscono, fondando la sezione romana. Conoscono il segretario Pietro Nenni, i vicari Sandro Pertini e Carlo Andreoni, e Saragat, direttore de L’Avanti. Con l’8 settembre a Roma arrivano i Tedeschi: requisiscono il III braccio di Regina Coeli e lo governano con ferocia, così come l’intera città. Il PSI reagisce dandosi una struttura militare, il cui massimo organo è il Comando, affidato a Peppino Gracceva. Roma è divisa in otto settori militari; i Monaco sono a capo della II Divisione Matteotti, con quartier generale proprio a casa loro. Il comandante tedesco Kappler non immagina nulla di quello che avviene nelle mura del carcere. Racconta Marcella: “Non c’era posto più sicuro di Regina Coeli!”. Alle riunioni venivano Nenni, Pertini, Saragat, Gracceva, Severo Giannini, e talvolta Bauer, Rossi Doria e Leone Ginzburg di Giustizia e Libertà e Marazza della Dc. Mio marito portava e riceveva notizie dai detenuti. Aveva alcune guardie fedelissime, che lo informavano di tutto”. L’attività clandestina del PSI si sviluppa in vaste forme di assistenza, con una rete di alloggi protetti, documenti di identità e tessere annonarie false, staffette, azioni di sabotaggio e di salvataggio, raccolta di armi. Monaco, con la complicità di una suora, nasconde dentro il Forlanini un piccolo arsenale. Il rischio è enorme, ma i Monaco se lo impongono come un dovere verso la Patria. Marcella rischia l’arresto due volte. La prima viene fermata con una borsa a doppio fondo carica di rivoltelle; il milite ci casca e dice: “Mutti, vai, vai”. La seconda, sul tram a piazza Sonnino, viene invece scoperta: ha un fucile. L’autista capisce al volo, inchioda e le spalanca le porte. Il 15 ottobre l’organizzazione accusa il colpo più duro: Pertini e Saragat sono arrestati e rinchiusi a Regina Coeli. Li faranno fuggire. |
Credits:
On line dal 12/11/2002, 1024 letture.