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I Prati dei Papa

 
   

Il significato del toponimo Pietra Papa va cercato nella sua forma originaria di Prata Papi - ovvero Prati dei Papa - con il quale la zona viene nominata nei documenti sin dal X secolo. I Papa, possessori di tali prati di cui si fa menzione nel nome, sarebbero da identificare con una antica famiglia nobile di Trastevere, quasi certamente imparentata con i Papareschi, casata molto potente nel Medioevo e nota per aver dato i natali al pontefice Innocenzo II (1130-1143), al quale si deve l’edificazione nelle forme attuali della Basilica di Santa Maria in Trastevere.

Il più antico documento nel quale viene nominato il toponimo è una donazione, datata 1° febbraio 968. Tramite essa la nobildonna romana Teodora cede all’abate del Monastero dei SS. Cosma e Damiano in Mica Aurea (il soppresso monastero benedettino dell’odierna S. Cosimato in Trastevere) “pratum unum in integro cultum et absolatum cum terminis et fossatis suis et cum omnibus ad eum pertinentibus, positum foris porta Portuense in loco qui appellatur Prata Papi (...) propinque cripta alba”. La cripta alba era probabilmente un antico sepolcro marmoreo. Il 9 febbraio 973, l’abate dello stesso monastero concesse a sua volta all’Abbazia di Subiaco il possesso del fondo. E l'Abbazia, a sua volta, l’11 gennaio 1009 lo cedette a un tale Giovanni di Azzo per tre generazioni. È interessante riferire la notizia, contenuta in un testamento datato 12 novembre 1287, secondo la quale i possedimenti nei Prata Papi di un certo Giovanni Papa, lasciati in eredità al Monastero dei SS. Bonifacio ed Alessio all’Aventino, erano già appartenuti all'ente ecclesiastico 300 anni prima.

Come si evince da un altro documento testamentario, a partire dal XIV secolo il toponimo subisce una prima metamorfosi che porta il nome originale di Prata a trasformarsi in Preta. Infatti, in un atto del 26 maggio 1348, tale Nicolò De Vaschis lascia all’ospedale del Ss. Salvatore “quinque aut sex petias terrarum, positas extra portam Portuensem in loco dicto Preta Papa”. In una cronaca di circa sessanta anni dopo troviamo un’ulteriore e definitiva storpiatura, che portò dall’intermedio Preta al nome attuale di Petra, cioè pietra.

Il 24 aprile 1408 il cronachista Antonio Dello Schiavo descrive una sua visita fuori porta Portese (“et ivimus versum Petrampapae”) durante la quale ebbe modo di vedere un ponte galleggiante su 13 barche, lungo quasi 50 metri e largo circa 6, che superava il Tevere in un punto che non ci è possibile identificare. Tra le proprietà allora presenti a Pietra Papa, citiamo quella della chiesa di S. Maria dell’Orto che tra il XV e il XVI secolo “in loco detto Pietra Papa” possedeva numerose vigne.

 

(on line dal 08/09/2009, 280 letture)

 

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