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Home    »     Monografie    »     n. 151
Bonelli e la concimazione razionale

di Antonello Anappo (on line dal 04/01/2005, 661 letture)

 

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  Dalla mostra fotografica su Michelangelo Bonelli. Foto n. 16 [senza titolo].
Foto: Antonello Anappo.

Il Fondo Rivaportuense ha acquisito una copia della "Concimazione razionale" dell'agronomo portuense Michelangelo Bonelli.

L'opera, stampata per la prima volta a Torino nel 1897 dall'editore Casanova, riformula le tecniche della coltivazione tradizionale alla luce delle scoperte della chimica di fine Ottocento in tema di fertilizzanti: la potassa (il potassio), l'azoto, l'acido solforico e la calce (il calcio) possono infatti correggere le manchevolezze del terreno, rendendolo adatto ad ogni coltivazione. Un breve estratto:

"Il pisello, avendo tenere radici, vuole terreno di media consistenza, fresco, non umido.

Le varietà destinate all'uso domestico si dovranno coltivare in terreni argillosi o silicei; prospera benissimo anche in suolo di calcare, ma il frutto riesce di difficile cottura [...]. Se il terreno è sabbioso o sabbioso-argilloso riesce utilissima la concimazione potassica unita alla concimazine fosfatica [...].

Da noi il pisello non entra nelle rotazioni perché lo si coltiva associato al mais o su piccoli appezzamenti. Volendolo porre in rotazione si coltiva dopo un cerale di primavera e gli si fa succedere un cereale d'inverno. Prima di coltivarlo sul medesimo campo si lascino passare 6 o 10 anni".

Dall'opera traspaiono grandi valori di progresso: le 'scienze applicate' come strumento per correggere i difetti naturali del suolo, l'ampliamento dello 'spazio agrario' recuperando terreni che si ritenevano improduttivi, infine il limite nell'uso della concimazione chimica, che non deve essere applicata laddove le condizioni del suolo sono già ottimali, e laddove la concimazione chimica offre una maggiorazione della resa inferiore al 6%. Il trattato valse a Bonelli il titolo di Accademico dell'Agricoltura.

Il trattato si articola in due volumi. Il fondo Rivaportuense ha acquistato il secondo, completo in sé per argomento, e dedicato a "Piante e suolo". Il volume è impreziosito da una annotazione manoscritta del 15 aprile 1908. Il volume è appartenuto al senatore genovese Bombrini.

 

 

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Sommario:

» Bonelli e la concimazi...
» I Casali Tournon
» Portuense
» Le Cave romane alla ex...
» La Tomba A al Drugstor...
» La Tomba B al Drugstor...

Galleria fotografica Galleria fotografica

Dossier Dossier

 
Vigna Due torri (foto 2005).
Foto: Antonello Anappo.
 

I Casali Tournon

I Casali Tournon (o Officine Bonelli) sono un complesso rurale dell’Ottocento, sito in via di Vigna Due Torri, 12-16, alla Magliana nuova.

Per quanto noto, la proprietà è privata e funzionale (restauri recenti); non è visitabile, è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio di Roma (scheda inventariale 00970672A, Banchini R. - cat. Tantini G.).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Appena aggiunta.
Foto: Antonello Anappo.
 

Portuense

Portuense è la seconda delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XV, di cui occupa il versante collinare alla sinistra della Via Portuense, nel tratto tra la Ferrovia Roma-Pisa e il fosso di Papa Leone (oggi interrato).

I confini urbanistici disegnati nel 1977 comprendono solo una parte dell’Area storica portuense, termine con cui si indicano i due lati della Via Portuensis di epoca romana, « ab Janiculo ad mare », cioè dalle pendici del Gianicolo in direzione del mare. Il territorio era allora coperto di distese boschive, e l’impiego del suolo era limitato all’estrazione del tufo (cave di Pozzo Pantaleo) e agli usi funerari (Necropoli Portuense). Dal Rinascimento le Vigne portuensi disegnano un vivace territorio agricolo, solcato dai percorsi di crinale, che sono ancora oggi alla base del sistema viario del quartiere.

Tra Sette e Ottocento le tenute si frammentano (fra le famiglie Jacobini, Gioacchini, Neri e Ceccarelli per citare le maggiori) e sorgono i grandi casali: Villa Jacobini, Casa Petrella, Casa Balzani (in seguito Villa Bonelli) e il Convitto Vigna Pia. Nel 1877 sorge la struttura militare di Forte Portuense. L’edificazione moderna inizia nel Primo Novecento nelle forme dei villini, cui seguono nel Dopoguerra caseggiati a maggior densità abitativa. Oggi è possibile individuare nel quartiere tre nuclei principali: Vigna Pia, Santa Silvia e Villa Bonelli, cui corrispondono grossomodo tre chiese parrocchiali: Sacra famiglia, Santa Silvia, Nostra Signora di Valme.

I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 29.771 abitanti.

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Cave romane di via Portuense e via Belluzzo a Vigna Pia (cortesia di Virtual Earth).
Foto: Antonello Anappo.
 

Le Cave romane alla ex Purfina

La Cava ex Purfina è una cava di età romana, sita in via Belluzzo al Portuense.

Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (scheda inventariale presso l’Ente).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Tomba A al Drugstore.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Tomba A al Drugstore

Dal drugstore di via Portuense, 313 (oggi chiuso al pubblico) si accede ad un complesso funerario di 5 ambienti, frequentato dal I al IV sec. d.C.

La camera A, scavata nel tufo con volta a botte, ha intonaci giallo e porpora, e pavimenti in mosaico bianco e nero, con le rapresentazioni dionisiache di Licurgo inebriato che assale la ninfa Ambrosia e delle fasi della vendemmia. La camera B è un piccolo locale in mattoni con pitture floreali, preceduto da un recinto esterno per le urne cinerarie dei servi.

L’ambiente C, di importanza minore, intagliato nel tufo e intonacato di bianco, conservava i resti di un bimbo di 4 anni. La camera D, anch’essa scavata nel tufo e con intonaci giallo e porpora, presenta quattro file di nicchiette, in cui si leggono graffiti i nomi dei defunti. Vi è stato trovato il corredo in oro di una bimba di 10 anni e quattro sarcofagi, uno dei quali rievoca il culto esotico di Helios e Selene, simboli del ciclo giorno-notte. L’ambiente E, di importanza minore, in muro reticolato e blocchetti di tufo, ha al centro una vasca rettangolare profonda 40 cm.

Il sito, che in precedenza ospitava gli Stabilimenti Purfina, è stato scoperto nel 1966 durante la costruzione di una palazzina, e studiato a partire dal 1982. I materiali più preziosi sono oggi al Museo nazionale romano.

 

Il Drugstore (parte della più vasta Necropoli Portuense) è un sito necropolare di età romana, situato in via Portuense, 313, al Portuense.

Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (scheda inventariale presso l’Ente).

(Antonello Anappo)

 

 

 

 
Tomba B al Drugstore.
Foto: Antonello Anappo.
 

La Tomba B al Drugstore

In costruzione.

(Antonello Anappo)